Il Piemonte consolida il modello che cura la sofferenza prima che diventi emergenza
Il Piemonte prova a tamponare l’emergenza del disagio psichico con una rete territoriale che ad Alessandria ha già superato le 3.000 prestazioni, mentre i Pronto soccorso continuano a registrare oltre 62.000 accessi annui per sofferenza psichiatrica, più di 170 al giorno. Il Progetto Psicologo delle Cure Primarie, oggi attivo in tutte le 12 Asl piemontesi, si conferma così uno degli argini più concreti contro una domanda di aiuto sempre più vasta.
La pressione sui servizi
I numeri raccontano una situazione che resta pesante: in Piemonte gli accessi in Pronto soccorso per problemi psichiatrici hanno superato quota 62.000 in un anno, con una media superiore ai 170 casi al giorno, segnale di un disagio che spesso arriva ai servizi in forma già acuta. In parallelo, secondo l’analisi pubblicata da Quotidiano Sanità, la pressione sui servizi di salute mentale continua a crescere, con un sistema chiamato a rispondere a bisogni sempre più complessi e diffusi.
Dentro questo scenario, la psicologia di prossimità viene indicata come uno strumento decisivo per intercettare il malessere prima che degeneri in emergenza sanitaria. Proprio su questa linea il Piemonte è stato tra i primi territori a strutturare il modello dello Psicologo delle Cure Primarie, sviluppato con la collaborazione dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte e sostenuto negli anni da atti regionali dedicati.
Il dato di Alessandria
In provincia di Alessandria il progetto ha prodotto 3.034 prestazioni dirette fino al 31 dicembre 2025, un volume che conferma il peso crescente della domanda anche sul territorio alessandrino. A livello regionale, nei primi 22 mesi di sperimentazione, oltre 7.000 piemontesi hanno ricevuto quasi 39.000 prestazioni, con il coinvolgimento di 65 professionisti, e il servizio è poi proseguito con ulteriori investimenti e incarichi nelle Asl.
Il quadro descritto dall’Asl AL mostra una rete che ha retto l’urto, pur in presenza di liste e richieste in crescita. Il primo colloquio resta il punto decisivo per orientare la presa in carico, filtrare i bisogni e indirizzare correttamente i percorsi successivi, evitando che tutto si scarichi sui servizi specialistici o sui Pronto soccorso.
I risultati clinici
La sperimentazione regionale ha mostrato risultati rilevanti anche sul piano dell’efficacia: secondo i dati diffusi dalla Regione, il progetto ha consentito di offrire un supporto tempestivo e capillare, con tempi di accesso relativamente contenuti rispetto all’aumento della domanda. La platea trattata è composta in larga maggioranza da adulti, spesso colpiti da ansia, difficoltà di adattamento, lutti, problemi relazionali o sintomi depressivi lievi o moderati, cioè proprio quelle condizioni che, se ignorate, rischiano di aggravarsi.
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