Rivoluzione autobus al Cristo: la Linea 2 trasloca in Corso Marx. Insorgono i cittadini: “Imposizione, pronti a raccolta firme”

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Una sorpresa decisamente amara quella che ha accolto questa mattina i residenti e i commercianti del Quartiere Cristo. Senza alcuna comunicazione ufficiale preventiva, è stato annunciato il trasferimento della Linea 2 dei bus, che dal prossimo 15 giugno – con solo una settimana di anticipo – abbandonerà lo storico tracciato di Corso Acqui per spostarsi su Corso Carlo Marx.

La decisione ha immediatamente sollevato un polverone di polemiche, innescando la dura reazione delle realtà locali, in prima linea l’Associazione Alessandria Sud e l’Associazione Commercianti del Cristo.

“Nessun confronto con il territorio”

Le associazioni di quartiere non usano giri di parole e contestano apertamente sia il merito del provvedimento, sia il metodo con cui è stato adottato:

“Riteniamo che prima di prendere decisioni così importanti per la comunità sarebbe il caso di confrontarsi con chi risiede e vive il territorio quotidianamente. Spostare la Linea 2 significa penalizzare i residenti e sferrare un duro colpo alle attività commerciali del corso e ai servizi essenziali di cui i cittadini usufruiscono ogni giorno.”

L’ipotesi di un cambio di percorso per la Linea 2 non è in realtà una novità assoluta. Già nei mesi scorsi l’amministrazione aveva ventilato questa possibilità, trovando però il fermo “no” di residenti e commercianti. Nonostante i precedenti campanelli d’allarme, la variazione è diventata esecutiva. “Ad oggi questa scelta è stata imposta dall’alto, senza alcuna consultazione preventiva” attaccano i rappresentanti del quartiere.

Commercio e servizi a rischio: parte l’ultimatum

Il timore principale è l’isolamento di una delle arterie più vive del quartiere. Togliere il passaggio del trasporto pubblico da Corso Acqui significa, secondo i contrari, ridurre l’accessibilità ai negozi di vicinato e creare forti disagi alle fasce più deboli della popolazione, come gli anziani, che si vedranno privati di un collegamento diretto con i servizi essenziali.

Le associazioni hanno quindi lanciato un vero e proprio ultimatum alle istituzioni:

  • La richiesta: revoca immediata della decisione da parte degli organi competenti.
  • La contromisura: in assenza di un passo indietro e di un tavolo di confronto, il quartiere è pronto a mobilitarsi formalmente con una raccolta firme di massa e una serie di iniziative pubbliche a tutela del diritto alla mobilità dei cittadini.

La palla passa ora a Palazzo Rosso e all’azienda di trasporti: il quartiere Cristo chiede risposte, e le chiede subito.

L’Azienda, interpellata, per ora non ha rilasciato alcun commento a riguardo.


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