Siamo tornati a dare un’occhiata alla zona retrostante al supermercato di via Sclavo e lo spettacolo che ci siamo trovati davanti è forse più terrificante di quello che avevamo avuto il dispiacere di documentare circa quattro mesi fa. All’inizio di marzo infatti, nella stessa identica zona, avevamo immortalato uno scenario di totale degrado e sporcizia a cui, va detto, era però stato posto rimedio poche settimane dopo.
Adesso ci siamo di nuovo, e la situazione è tornata ai livelli drammatici precedenti alla nostra prima “incursione”: spazzatura lungo tutta l’aiuola, capi d’abbigliamento e scarpe abbandonati, avanzi di cibo, giacigli di
cartone, bottiglie di birra, bibite e superalcolici, scatolame vario e tutti i tipi di rifiuti immaginabili.

A colpire, questa volta, è anche l’impressionante quantità di cibo rinvenuta sia sul selciato che nei pressi dei bidoni dell’immondizia: verdure praticamente intonse e/o consumate in parte, salumi confezionati “messi da parte” nei pressi dei giacigli, frutta ancora confezionata o rosicchiata, scatolette di alimenti confezionati e avanzi di pasti consumati da poco – segno,
evidentemente, che in quel luogo qualcuno vi soggiorna e gozzoviglia regolarmente, occupando e deturpando uno spazio pubblico che di giorno dovrebbe fungere da parcheggio e passaggio per chi va a fare la spesa.
Le condizioni igienico-sanitarie sono, come in molti angoli della città ormai, da Terzo Mondo, il fetore alimentato dalla calura è insopportabile e il colpo d’occhio dell’area è raccapricciante, umiliante, non degno di una città civile.
M.B.
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