Nasce il primo IRCCS pubblico del Piemonte, con Alessandria e Casale Monferrato riconosciute dal Ministero della Salute come nuovo polo nazionale di ricerca e cura sulle patologie cardiopolmonari e ambientali, a partire dal mesotelioma legato all’amianto.
Il decreto del Ministro Schillaci
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, d’intesa con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, ha firmato il decreto che riconosce l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” di Alessandria come Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), nell’area tematica “Cardiologia-Pneumologia”.
Si tratta del primo IRCCS pubblico della regione, che entra così nella rete nazionale delle strutture di eccellenza dedicata alla ricerca biomedica e all’assistenza ad alta specializzazione.
Un progetto che nasce da Casale e dall’amianto
Le radici dell’IRCCS pubblico Alessandria-Casale affondano nella storia di Casale Monferrato, territorio simbolo a livello internazionale della lotta contro l’amianto e delle patologie asbesto-correlate. Proprio da quella tragedia è nato un patrimonio di competenze cliniche e ricerca che oggi include la Banca biologica del mesotelioma maligno, una delle collezioni più importanti in Europa, e il Centro regionale per la ricerca, sorveglianza e prevenzione dei rischi da amianto, entrambi incardinati nel DAIRI.
DAIRI e rete regionale della ricerca
L’IRCCS Alessandria-Casale si fonda sull’esperienza del DAIRI, cui la Regione ha attribuito il ruolo di supporto per l’organizzazione della ricerca sanitaria e biomedica nelle aziende sanitarie piemontesi.
Con il nuovo IRCCS, il Piemonte entra anche nel ristretto gruppo di regioni che ospitano un IRCCS pubblico universitario, mettendo a sistema la collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e con l’intero quadrante del Piemonte orientale.
Le reazioni istituzionali
Per il ministro Orazio Schillaci «siamo davanti a un risultato importante per la Regione Piemonte, ma anche per la sanità italiana, che si arricchisce di un’altra eccellenza», ricordando come gli IRCCS siano “strutture di primo piano del Servizio sanitario nazionale”.
Il presidente Alberto Cirio parla di «giornata storica» e sottolinea come l’IRCCS Alessandria-Casale non sia solo un patrimonio provinciale, ma «un’infrastruttura di ricerca al servizio di tutto il Piemonte», capace di attrarre competenze, progetti e investimenti con ricadute concrete sulla qualità delle cure.
L’assessore alla Sanità Federico Riboldi rivendica un percorso iniziato già nel 2017, quando da amministratore locale sostenne la nascita di un IRCCS legato alla vicenda dell’amianto, definendo il risultato odierno «una vittoria del territorio e della sua capacità di fare squadra oltre gli schieramenti politici».
Per Antonio Maconi, (nella foto) commissario straordinario per il riconoscimento dell’IRCCS e direttore del DAIRI, la firma del decreto è «una svolta straordinaria» che premia quindici anni di lavoro per portare la ricerca scientifica “al letto del paziente”, soprattutto sul fronte del mesotelioma e delle patologie ambientali. L’essere tra i pochi policlinici IRCCS in Italia, osserva, significa diagnosi più precoci, accesso a sperimentazioni cliniche e percorsi altamente specializzati più vicini ai cittadini del Piemonte orientale.
Secondo il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi, l’IRCCS è «il luogo in cui i tempi si abbreviano, perché ricerca e clinica si alimentano a vicenda, nello stesso ambiente e con le stesse persone», con benefici diretti in termini di accesso a terapie innovative per i pazienti della provincia di Alessandria e del quadrante orientale
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