Venticinque anni di attesa, studi e cantieri giungono finalmente al traguardo. Venerdì 29 maggio Alessandria ha scritto una pagina storica per il suo patrimonio culturale: il complesso monumentale dell’ex Chiesa di San Francesco ha riaperto ufficialmente le sue porte alla cittadinanza, completamente restaurato e pronto a una nuova vita.
Il complesso di San Francesco riapre ad Alessandria: un “tesoro ritrovato” che diventa cuore del nuovo polo culturale cittadino. Dopo anni di cantieri e restauri, l’ex chiesa e l’ex ospedale militare tornano finalmente accessibili al pubblico, segnando una tappa decisiva nel progetto di rigenerazione del centro storico.
L’intervento ha riguardato in particolare l’ex chiesa trecentesca di San Francesco, trasformata in uno spazio espositivo capace di ospitare il nuovo Museo Civico e grandi eventi culturali. Il restauro, finanziato con fondi europei (POR FESR) e risorse nazionali, ha permesso di recuperare le strutture originarie, valorizzare affreschi e apparati decorativi e adeguare gli ambienti agli standard museali contemporanei, senza snaturare l’identità storica del complesso.
L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è duplice: restituire alla città un bene storico rimasto per decenni in gran parte chiuso e creare un nuovo baricentro culturale capace di dialogare con gli altri poli museali, dalla Cittadella al Museo del Cappello Borsalino.
Il progetto complessivo, sostenuto anche dai fondi PNRR, prevede inoltre che una parte del complesso conventuale ospiti, entro il 2026, residenze universitarie, spazi di studio, uffici pubblici e un auditorium destinato al Conservatorio “Vivaldi”, integrando funzioni culturali, didattiche e di servizio. San Francesco non torna quindi solo come “monumento restaurato”, ma come luogo vivo, pensato per essere frequentato quotidianamente da studenti, cittadini e visitatori.
Con la riapertura del complesso, Alessandria aggiunge un tassello strategico alla propria offerta culturale e turistica, puntando su un patrimonio storico che per anni era rimasto nascosto dietro le mura dell’ex ospedale militare e che oggi, finalmente, si apre di nuovo alla città.
Questo gigante del Duecento (la cui fondazione risale al 1268), situato in via XXIV Maggio, viene restituito alla città dopo oltre due secoli di oblio e usi impropri. Un recupero epocale, accelerato dal decisivo cantiere avviato nel 2022 grazie alla sinergia tra Comune, Ministero della Cultura e fondi europei.
Resta però aperta una questione decisiva: i costi di gestione. Come per il teatro comunale in via di recupero, una cosa è ripulire, mettere in sicurezza e inaugurare, un’altra è garantire una programmazione stabile, personale adeguato, manutenzioni ordinarie e straordinarie, riscaldamento, illuminazione, promozione, eventi.
La vera sfida inizia ora: trasformare san Francesco da cantiere restituito alla città in un motore culturale che stia in piedi nel tempo, senza diventare l’ennesimo contenitore bello ma sottoutilizzato.
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