“Il metodo Cristo”: volontari, appartenenza e una Notte Bianca che illumina Alessandria

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enzo cirimele

Al quartiere Cristo, più che una formula, sembra esserci un metodo. Mentre in città non sono mancati tentativi di imitazione e altre esperienze associative si sono progressivamente sfilacciate, da corso Acqui in su continua a reggere un modello fatto di volontariato, appartenenza e organizzazione, con l’Associazione Attività e Commercio del Quartiere Cristo guidata da Enzo Cirimele che oggi conta oltre 150 tesserati e si conferma una delle realtà associative più solide di Alessandria.

“Resistiamo perché abbiamo un senso di appartenenza forte”, spiega Cirimele, riconfermato alla guida dell’associazione. Il punto, racconta, non è solo il commercio: intorno al Cristo si è consolidata una rete che coinvolge negozianti, residenti e volontari, con tante persone che mettono a disposizione tempo, competenze e anche risorse economiche per sostenere eventi e iniziative di quartiere.

È probabilmente questa la chiave che distingue il Cristo da altri esperimenti di associazionismo locale rimasti più fragili: qui, più che la somma di singoli interessi, conta un’identità comune. “Ci lega l’orgoglio del quartiere, non c’è rivalità anche se nell’associazione convivono tante anime e tante idee”, è la sintesi di Cirimele, che descrive un gruppo capace di tenere insieme sensibilità diverse senza disperdere energia in personalismi.

La prova più evidente arriverà ancora una volta con la Notte Bianca di giugno, in programma sabato 27 giugno 2026 dalle 18 all’una di notte. Per il quartiere non sarà solo una festa, ma il risultato di un lavoro partito nove mesi fa, costruito correggendo, ampliando e migliorando ciò che negli anni ha funzionato meno, fino a mettere in piedi un evento annunciato come ancora più grande delle edizioni precedenti.

Cirimele non nasconde che organizzare tutto questo, anno dopo anno, sia sempre più impegnativo. L’esperienza però aiuta: il quartiere ha imparato a trasformare gli appuntamenti in un calendario strutturato, capace di attrarre pubblico anche da fuori città e di dare continuità a una proposta che non si esaurisce in un singolo evento, ma diventa narrazione positiva del territorio.

Da presidente dei commercianti, Cirimele guarda anche oltre la dimensione festiva e affronta il tema del commercio di prossimità con realismo. Il commercio, osserva, non è più quello di trent’anni fa, quando bastava alzare la serranda e attendere i clienti: oggi servono capacità imprenditoriale, qualità dei servizi, istinto di leggere i cambiamenti nei consumi e di fare impresa in modo moderno.

Una riflessione che si accompagna però a una precisazione: non tutti sono in difficoltà e il Cristo, pur con qualche locale sfitto, mostra una tenuta migliore rispetto ad altre zone della città.

Per rendere un territorio davvero attrattivo, secondo Cirimele, i temi restano quelli di sempre: sicurezza, decoro, illuminazione. Un quartiere curato richiama persone, fiducia e consumi, mentre le associazioni possono fare la loro parte nel vivacizzare la zona e nell’alimentare un circolo virtuoso tra qualità urbana e commercio. È anche per questo che molti, arrivando da fuori, riconoscono che il Cristo è cambiato e che il cambiamento si vede.

Nella visione del presidente, lo sviluppo del quadrante sud di Alessandria passa anche da partite più grandi: università, logistica e ospedale sono considerate leve decisive per costruire prospettive nuove. Resta però un nodo aperto, quello immobiliare: perché quei progetti si traducano davvero in espansione residenziale servono condizioni economiche e margini che oggi, per i costruttori, non sembrano ancora sufficienti.

Sulla politica Cirimele preferisce tenere una linea netta. Rivendica distanza per correttezza personale e per rispetto dello statuto associativo, convinto che la forza del gruppo stia proprio nella capacità di rappresentare il quartiere senza trasformarsi in cinghia di trasmissione di una parte.

Nel racconto del “modello Cristo” c’è poi una figura che Cirimele indica senza esitazioni come centrale: Stefano Venneri, descritto come l’anima del quartiere, un volontario instancabile e passionale che nel tempo ha lasciato un’impronta profonda sul territorio. È anche grazie a persone così, più che a slogan o passerelle, che il Cristo continua a presentarsi come uno dei pochi esempi alessandrini di quartiere che non si limita a lamentarsi, ma prova ogni giorno a funzionare davvero.


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