In provincia di Alessandria c’è una nuova specie di eroi da smartphone: i politici di lungo corso che, armati di giacca blu e treppiede improvvisato, si lanciano sul “fronte” urbano per denunciare orrori quotidiani. Aiuole spelacchiate? “Una catastrofe ecologica!”. Strisce pedonali sbiadite? “Un genocidio dei pedoni!”. Asfalto con buche? “L’apocalisse viaria è arrivata!” (spoiler per i pochi che leggeranno oltre: è un articolo ironico).
Filmati postati con la solennità di un reportage da zona di guerra, come se scoprissero l’America o, peggio, fingessero di non sapere che l’amministrazione locale è un labirinto di gare d’appalto, bilanci e tempistiche che loro stessi hanno contribuito a tessere in decenni di mandati.
Li vedi lì, microfono al bavero, sguardo accorato: “Cittadini, non ce la facciamo più, E’ tutto un disastro!”, mentre ignorano che quei marciapiedi rotti erano lì anche quando al governo c’erano loro.
Cringe puro, imbarazzante come un comico che inciampa sul palco e non fa ridere. Paladini del decoro urbano senza accorgersi che il video finirà in un eterno loop di meme locali (okkio).
Intanto, i politici al governo – quelli che ora siedono sulle poltrone calde – si guardano bene da questi proclami social. Sagaci, evitano i video per non far riemergere i fantasmi del passato: interviste in cui difendevano l’immobilismo o battaglie social, post entusiasti su “progetti epocali” mai partiti, like a foto di un’aiuola morente datata 2015. Oggi che comandano, tacciono e agiscono (o almeno ci provano), lasciando ai veterani dell’opposizione il ruolo di eterni cacciatori di mostri sotto il tappeto. Peccato che il tappeto l’abbiano steso anche loro.
Quando sarete voi al governo della città, l’erba sarà sempre alta 3 centimetri, nessuna panchina sarà vandalizzata e gli autobus arriveranno in orario?
Consiglio non richiesto PER TUTTI: magari un po’ meno dramma e un po’ più di concretezza, senza filtri Instagram.



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