Erbacce ovunque, marciapiedi invasi e transenne improvvisate: è questo lo scenario che si presenta lungo il perimetro della caserma Valfrè, in Spalto Gamondio.
A denunciarlo è un servizio sul campo che richiama l’attenzione su una contraddizione evidente.
Da un lato il Comune ribadisce l’importanza dell’articolo 25 bis sul decoro urbano, che impone ai privati la pulizia degli spazi pubblici adiacenti; dall’altro, proprio un immobile riconducibile al demanio statale appare in stato di abbandono.
Il tratto di via Monterotondo mostra una crescita incontrollata di erbacce, mentre alcune aree risultano transennate per possibili rischi legati alla caduta di materiali dall’alto.
Nonostante la presenza di un piccolo ponteggio, segno di interventi limitati, gran parte della struttura continua a deteriorarsi senza interventi significativi.
I pedoni transitano accanto a muri danneggiati, recinzioni divelte e vegetazione spontanea che trasforma il marciapiede in una sorta di “bosco urbano”.
La domanda che emerge è diretta: il regolamento sul decoro urbano vale per tutti o esistono eccezioni implicite?
Se il proprietario è lo Stato, come ipotizzato, spetterebbe comunque intervenire per garantire sicurezza e pulizia, evitando situazioni di degrado visibile e potenzialmente pericoloso.
Il caso della caserma Valfrè si inserisce in un contesto più ampio di strutture storiche cittadine lasciate al declino, tra cui anche altre aree simboliche del territorio.
Tra erbacce, cantieri incompleti e materiali in caduta, resta l’immagine di una normativa richiamata ma non applicata, mentre cittadini e passanti sono lasciati a convivere con una realtà che contrasta apertamente con i principi dichiarati.
Fabio BOLDRIN
Scopri di più da
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commenta per primo