Siamo tornati questa mattina 25 aprile ai giardini pubblici della stazione di Alessandria, nuovamente dichiarati “zona rossa” fino a fine giugno.
La stessa area che dovrebbe essere un luogo di relax e verde per i cittadini è invece tornata a essere teatro di microcriminalità diffusa, vandalismo, risse tra gruppi etnici e degrado insopportabile.
Pochi giorni fa proprio qui sono volate pietre e si sono rincorse bande, mentre nelle siepi circostanti continuano a verificarsi episodi di persone che fanno i propri bisogni corporali all’aperto.
Un cerotto temporaneo su una ferita ormai infetta e endemica, che vede la presenza criminale dilagare non solo in questa zona ma anche e soprattutto in Spalto Borgoglio e via Savona.
L’istituzione (a tutti i livelli) appare assente, incapace di interventi strutturali e costretta a misure sporadiche che non risolvono nulla.
Ad Alessandria, come in tante altre città, i giardini pubblici rischiano di trasformarsi da oasi di tranquillità a luoghi invivibili, mentre a poche centinaia di chilometri, come a Varsavia è in tutte le città dell’Est europeo, la situazione è radicalmente diversa e opposta.
Serve un presidio costante e una bonifica del territorio che si persegue solo applicando rigorosamente le leggi e cioè espellendo le persone non in regola o coloro che continuano a delinquere impuniti e non soltanto spot elettorali.
Vanni CENETTA
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