Catapecchie abbandonate nei paesi, problemi e degrado diffuso. “A Morsasco nessuno mi aiuta, ho paura”

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Nei piccoli borghi dei tanti comuni montani e collinari della provincia di Alessandria come Morsasco, le case diroccate rappresentano una piaga silenziosa che minaccia sicurezza, decoro urbano e valore immobiliare. Cacine abbandonati diventano covi per animali selvatici e insetti, con rischi di crollo che terrorizzano i vicini, mentre le norme lasciano i proprietari liberi di ignorare il problema, fino a pericolo imminente.

Il caso della signora Sabina a Morsasco

A Morsasco, minuscolo comune alessandrino con meno di 500 abitanti, la signora Sabina vive nel terrore quotidiano di un rudere enorme in via Saracco, proprio accanto alla sua abitazione. Questo colosso fatiscente rischia di crollare sulla sua proprietà, ma nessuno interviene: “Non possiamo fare nulla”, ci ha risposto il sindaco Piero Cavelli che conosce bene la situazione, più volte lamentata, “se l’edificio insistesse su una strada pubblica potrei intervenire, ma così, oltre a sollecitare i proprietari non posso fare”.

I Vigili del Fuoco poi, potrebbero entrare in scena solo per pericoli immediati di crollo, limitandosi a messa in sicurezza urgente senza obblighi di ristrutturazione.

Intanto, il rudere – in base a quello che riferisce la vicina esasperata – è un covo di lupi e sciami di calabroni in estate, amplificando sporcizia e pericoli sanitari per l’intera via, dove immobili simili sono in vendita a prezzi bassi, proprio per il degrado circostante. “E d’Inverno abbiamo problemi di infiltrazioni ed umidità, favorendo l’insorgenza di muffa sui muri comuni”, spiega Sabina.

Il Fenomeno nazionale dei ruderi abbandonati

In Italia, i ruderi e unità collabenti (catasto F/2) sono esplosi del 126% dal 2011, superando i 600.000 casi, con boom nei piccoli centri rurali come quelli piemontesi. La responsabilità ricade sul proprietario, che deve mantenere l’immobile (art. 2053 c.c.), ma senza eredi o rinuncia formale (art. 827 c.c.), passa allo Stato solo in casi estremi. I Comuni possono ordinare interventi, ma spesso mancano risorse, lasciando vicini esposti a degrado e calo del valore delle case vicine fino al 20-30%.


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