Il primo appuntamento collettivo del 2026 per i comitati Stop Solvay, Vivere Fraschetta e Greenpeace Alessandria che da anni combattono l’inquinamento da PFAS nel polo chimico di Spinetta Marengo si preannuncia molto partecipata.
L’incontro si terrà lunedì 12 gennaio alle 21 nella sala dell’oratorio di Spinetta Marengo.
Saranno presenti: Alessandro Giannì di Greenpeace Italia, l’europarlamentare AVS Cristina Guarda – in prima linea a Bruxelles per il bando europeo dei PFAS –, la capogruppo AVS in Regione Piemonte Alice Ravinale, promotrice di interrogazioni per inserire l’emergenza PFAS nel piano socio-sanitario regionale, Vittorio Martone, ricercatore esperto della storia sociale e ambientale del polo, e Michela Sericano, storica attivista autrice del ricorso al TAR che ha costretto alla rimozione di omissioni nei documenti sull’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Il report Greenpeace: Alessandria capitale italiana delle emissioni PFAS
L’assemblea arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del nuovo report di Greenpeace “Respirare PFAS”, che dipinge un quadro allarmante: Alessandria è il primo Comune italiano per emissioni di PFAS e F-gas negli ultimi 16 anni, con lo stabilimento Solvay/Syensqo come epicentro nazionale, responsabile da solo di oltre la metà delle emissioni totali. Mentre l’azienda ripete il mantra di “riduzione”, “sostenibilità” e “innovazione”, i dati confermano una contaminazione persistente.
Intanto, l’iter per il rinnovo dell’AIA da parte della Provincia di Alessandria è in corso, e si avvicina l’udienza del processo penale del 12 marzo 2026 contro ex dirigenti Solvay per disastro ambientale colposo. Parte civile alcune vittime, che hanno rifiutato offerte risarcitorie: ‘La salute non si compra, la verità non si baratta’, dicono.
‘Ce l’ho nel sangue’: lo slogan che unisce la comunità
Il Comitato lancia lo slogan ‘Ce l’ho nel sangue’ per raccontare la contaminazione che ha raggiunto acqua, aria e corpi umani, accumulandosi nelle generazioni. Non solo veleno, ma anche la memoria delle lotte passate e la responsabilità condivisa di un territorio ‘sacrificabile’.
L’incontro servirà a inaugurare un nuovo percorso dal basso: analisi indipendenti di cartelle cliniche per dimostrare il nesso tra esposizione ai PFAS e malattie gravi, mobilitazioni contro il rinnovo AIA e pressione sulle istituzioni in vista del processo.
Obiettivi chiari: stop ai PFAS e bonifica totale
‘Ci muoviamo insieme non per lamentarci del danno, ma per un cambiamento reale’, affermano gli organizzatori. La battaglia continuerà finché lo stabilimento non cesserà la produzione di PFAS e non sarà garantita una bonifica completa, trasparente e verificabile.
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