Basterebbe il solo numero per far sobbalzare dalla sedia anche il politico alessandrino più sonnacchioso e riaprire il dibattito mai interrotto sul declino della società percepito o reale.
L’ultimo aggiornamento sui senza fissa dimora è di fine novembre 2025 (ufficio statistiche di Palazzo Rosso), pertanto molto vicino ai dati attuali.
Residenti in via della Casa Comunale sono 725: 570 uomini e 150 donne. La via non è una strada reale che si trova sulle mappe alessandrine ma il nome fittizio in cui vengono iscritti i senza fissa dimora, garantendo loro privacy, ma soprattutto i documenti necessari per avere il medico di base, documenti, quindi sussidi.
Nel Comune di Alessandria le persone che vivono letteralmente in mezzo a una strada sono una ventina, 25 al massimo. Ma sono oltre 700 quelle che hanno problemi, che magari lavorano ma dormono dove capita. Questo numero, nonostante rappresenti neppure l’1 per cento della popolazione alessandrina è in costante e preoccupante aumento e dimostra come la povertà sia sempre più diffusa, anche se non evidente.
Con episodi limite – ma sempre più frequenti – come questo, denunciato da Svegliati Alessandria:

Nel 2022 gli abitanti della ‘via comunale’ erano in totale 526, saliti a 604 nel 2023. Per poi arrivare a superare le 700 unità negli ultimi mesi.
Denunciare episodi di degrado e di insicurezza – percepita o maledettamente reale – anche con toni sferzanti, incalzanti e decisi, inusuali per un certo stile di comunicare ‘copia e incolla’ è un modo per porre l’accento su tematiche di strettissima attualità, offrendo un punto di vista e uno spaccato di realtà che spesso si conosce solo in parte.
Tocca alle istituzioni di ogni ordine e grado fare la propria parte per evitare o porre rimedio a tali fenomeni. E possibilmente allontanarsi da scaltri tipi professionisti della solidarietà di facciata.
Tacciare i video o le incursioni impertinenti come frutto di un disegno politico per destabilizzare o per aiutare la parte politica antagonista è un modo semplicistico e poco utile al benessere della collettività. Che magari non vota, si lamenta e basata come nella tradizione mandrogna, pensa che infondo non cambia mai nulla. Ma è ugualmente degna di manifestare il proprio disappunto e di chiedere una città migliore.
Il sindaco Giorgio Abonante, sul blog dem Il Ponte, nell’intervenire sullo scandalo Social Domus (cooperativa che aveva sottratto 500 mila euro destinati alle spese sociali per aiutare gli immigrati richiedenti asilo), scrive della sconfitta delle istituzioni: “Abbiamo perso tutti. Istituzioni, partiti, associazioni di categoria interessate, opinione pubblica, tutti noi attiviamo i controlli locali e facciamo pressione sullo Stato affinché queste cose non succedano più. Obiettivo più SAI e meno CAS che sono chiaramente un fallimento”.
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