Da “Acrobati della povertà” a nuovi poveri: nuovo rapporto Censis

Besucher essen am Mittwoch (03.01.2007) in einer Berliner Suppenküche. Kanzleramtschef Thomas de Maiziere besuchte die Einrichtung und wollte damit freiwilligem Engagement mehr Aufmerksamkeit verschaffen. Täglich erhalten rund 300 bedürftige Besucher der Franziskaner-Einrichtung in Berlin-Pankow Essen. Foto: Gero Breloer dpa/lbn +++(c) dpa - Bildfunk+++

Presentato ieri il Rapporto Censis. Il conto della prima fase della crisi è 2,1 milioni di famiglie a rischio povertà assoluta (che significa in stato di deprivazione materiale) che si aggiungerebbe ad una platea di 4,6 milioni di persone già in povertà assoluta. Inoltre sempre secondo il Censis sarebbero quasi 900mila posti di lavoro a rischio. Una situazione da brividi.

“Sfruttati, mortificati, mal pagati, senza una rete di protezione sociale e risparmi a cui attingere, con un futuro previdenziale da incubo. Sono i lavoratori che durante il lockdown hanno visto crollare all’improvviso il loro reddito andando a ingrossare la sacca di povertà assoluta. Sono loro gli “acrobati della povertà” hanno sempre guadagnato il minimo per sbarcare il lunario, ma il lockdown li ha messi ko. Lo stress test socio – economico della lockdown economy mette a dura prova il paese e apre crepe profonde in aree di fragilità già acute in fase precovid. Sono 2,1 milioni le famiglie con almeno un componente che lavora in maniera non regolare. Ben 1.059.000 famiglie vivono esclusivamente di lavoro irregolare (sono il 4,1% sul totale delle famiglie italiane). Di queste, più di 1 su 3, vale a dire 350 mila, è composta da cittadini stranieri. Un quinto ha minori fra i propri componenti, quasi un terzo è costituita da coppie con figli, mentre 131 mila famiglie possono invece contare soltanto sul lavoro non regolare dell’unico genitore”

È quanto emerge dal Focus Censis: ‘Covid da acrobati della povertà a nuovi poveri. Ecco il rischio di una nuova frattura sociale’

Luigi MANZINI