L’appello della Garante degli Anziani Paola Ferrari: «Non lasciamo soli i nostri anziani. Una telefonata, una visita, un gesto di attenzione possono cambiare una giornata»
Ferragosto è, nell’immaginario comune, il giorno delle famiglie riunite, delle tavole apparecchiate, delle vacanze e della compagnia. Ma accanto a questa immagine esiste un altro Ferragosto: più silenzioso, più appartato, quello di tante persone anziane che trascorrono la giornata da sole.
In occasione della festività, la Garante degli Anziani del Comune di Alessandria, Paola Ferrari, rivolge un pensiero alle persone più fragili, agli anziani che vivono soli e agli ospiti delle Residenze sanitarie assistenziali.
«Ferragosto è tradizionalmente la festa della compagnia, delle famiglie riunite, delle tavole condivise e delle vacanze – sottolinea Paola Ferrari – ma esiste anche un Ferragosto più silenzioso, quello di tante persone anziane che trascorreranno questa giornata da sole. Per loro una giornata di festa può rendere ancora più evidente l’assenza di una persona cara, di un familiare, di un amico».
Una fragilità spesso invisibile
La solitudine non sempre si presenta come una richiesta esplicita di aiuto. Può restare nascosta dietro una porta chiusa, una telefonata che non arriva, la televisione accesa per riempire il silenzio di una casa.
«Il problema non è soltanto essere soli, ma sentirsi soli», osserva Ferrari. Con il passare degli anni possono diminuire le occasioni di incontro, possono venire meno le persone che hanno accompagnato un’intera vita e i familiari possono vivere lontano. A questo si aggiungono le difficoltà fisiche, che possono rendere più faticoso uscire di casa, partecipare alla vita del quartiere o semplicemente mantenere le proprie abitudini.
Così il mondo esterno rischia di restringersi, fino a trasformare l’isolamento in una condizione quotidiana.
Il periodo estivo può accentuare questa situazione. Le alte temperature inducono molte persone anziane a limitare gli spostamenti e a trascorrere più tempo in casa. Il caldo, quindi, non è soltanto un problema per la salute: può diventare un ulteriore fattore di isolamento sociale.
«Guardiamoci intorno»
L’appello della Garante è rivolto a tutta la comunità alessandrina: non aspettare necessariamente che sia l’anziano a chiedere aiuto.
«In questi giorni guardiamoci intorno. Pensiamo a quella persona anziana che abita nel nostro condominio, al vicino che vediamo raramente, a un parente, a un conoscente», invita Paola Ferrari.
Una telefonata, una visita, un caffè condiviso o qualche minuto dedicato all’ascolto sono gesti semplici. Eppure, per chi vive una condizione di solitudine, possono avere un peso enorme: possono restituire attenzione, sicurezza e la sensazione di non essere stati dimenticati.
Un pensiero agli ospiti delle Rsa
Un’attenzione particolare è rivolta anche agli anziani che trascorrono Ferragosto nelle Residenze sanitarie assistenziali. Per molti di loro, la struttura è diventata la propria casa e il personale rappresenta una presenza quotidiana essenziale.
«Non dobbiamo dimenticare chi trascorrerà Ferragosto in una Rsa – aggiunge la Garante –. Un anziano può avere accanto operatori, infermieri, assistenti e volontari che ogni giorno svolgono con professionalità e umanità il proprio lavoro, ma il calore di una visita familiare, di una telefonata o di una presenza amica rimane qualcosa di insostituibile».
Ferrari rivolge quindi un ringraziamento alle famiglie, ai caregiver, agli operatori sanitari e sociosanitari, ai volontari e a tutte le persone che ogni giorno accompagnano gli anziani nel loro percorso di vita.
Una comunità che non dimentica
Ferragosto può diventare anche un’occasione per riscoprire il significato più concreto della parola comunità. Non servono grandi iniziative né gesti straordinari: basta suonare un campanello, chiamare una persona cara, offrire un po’ del proprio tempo.
«A volte basta far sapere a qualcuno che non è stato dimenticato», conclude Paola Ferrari. «A tutti gli anziani di Alessandria, soprattutto a quelli che vivranno questo Ferragosto nella solitudine, rivolgo il mio più affettuoso augurio. E alla città chiedo di non lasciare nessuno solo. Perché una comunità che si prende cura dei propri anziani è una comunità che sa ancora mettere al centro le persone e la propria umanità».
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