Il Comune cerca un gestore quello che era il Caffè Marini, chiuso dal 2018. Ma il progetto richiede un investimento importante e il canone indicato è di circa 1.800 euro al mese
ALESSANDRIA – Il bar del Teatro Comunale di Alessandria potrebbe tornare a vivere, ma la strada per la riapertura appare tutt’altro che semplice. Il Comune ha pubblicato un avviso esplorativo per raccogliere manifestazioni di interesse finalizzate alla concessione del servizio bar-ristorante all’interno del teatro. L’obiettivo è individuare un operatore disposto a riqualificare e gestire il locale, con una possibile riapertura indicata per il 2027.
Il punto centrale della vicenda è l’entità dell’investimento necessario. Secondo la documentazione tecnica esaminata, il progetto prevede un costo base stimato di circa 307 mila euro, al netto degli oneri fiscali e di eventuali ulteriori adeguamenti. A questa cifra si aggiungerebbe un canone di locazione stimato in circa 1.800 euro al mese, vale a dire oltre 21 mila euro all’anno.
Un locale di circa 240 metri quadrati
Il progetto riguarda spazi distribuiti tra piano terra e piano interrato. La superficie indicata è di circa 170 metri quadrati al piano terra, 70 metri quadrati al piano interrato, per un totale di circa 240 metri quadrati lordi.
Il progetto, quindi, non riguarda soltanto l’apertura di un punto di somministrazione, ma una vera operazione di allestimento e adeguamento di un’attività inserita in una struttura teatrale.
Le principali voci di spesa
La stima tecnica quantifica in 235.160 euro i lavori per ambiente riportati nella tabella delle superfici. A questa somma si aggiungono le cosiddette “voci a corpo”, per un totale di investimento indicato in circa 307.000 euro.
La voce più consistente è quella relativa alle attrezzature della cucina, stimata in 78 mila euro. Seguono progettazione e pratiche, con 55 mila euro, il bancone e il retrobanco, con 48 mila euro, e le attrezzature del bar, con 46 mila euro.
Nei papiri del bando si precisa inoltre che il costo può variare sensibilmente in base al livello delle finiture e delle apparecchiature. Le fasce indicate vanno da 410-500 mila euro per un assetto essenziale ma decoroso, a 600-650 mila euro per un bar musicale di livello medio, fino a 820 mila-un milione di euro per una soluzione fortemente personalizzata, con impianti e arredi di fascia alta.
Il nodo economico per i potenziali gestori
La domanda è inevitabile: quale operatore sarebbe disposto a immobilizzare una somma così importante per avviare un’attività in un teatro che deve ancora consolidare la propria programmazione e il proprio pubblico? Il costo iniziale non sarebbe l’unico elemento da considerare. Il gestore dovrebbe sostenere anche (oltre alle mensilità di affitto) i costi di impresa (personale, materie prime, imprevisti e utenze).
Il modello economico potrebbe funzionare soltanto con una programmazione regolare e con flussi di pubblico sufficienti non solo durante gli spettacoli, ma anche negli orari ordinari. In caso contrario, il rischio è che l’investimento richiesto renda la concessione poco attrattiva per gli operatori privati.

Un’opportunità, ma servono condizioni sostenibili
Il ritorno del Caffè Marini potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il Teatro Comunale e per la città. Un bar aperto nel foyer potrebbe diventare un luogo di incontro, sostenere la socialità prima e dopo gli spettacoli e contribuire alla vitalità del centro cittadino.
Ma l’operazione dovrà essere sostenibile anche per chi dovrà investire e lavorare nel locale. La riqualificazione di uno spazio teatrale ha un valore culturale e urbano, ma non può prescindere da un piano economico realistico. Un investimento base di 307 mila euro, che può salire fino a un milione per una soluzione di fascia alta, impone tempi di concessione, garanzie e prospettive di ricavo adeguati.
La riapertura del bar è dunque una possibilità concreta, ma non automatica. La risposta del mercato dirà se il progetto, così come impostato, riuscirà a convincere gli operatori oppure se il Comune dovrà rivedere costi, obblighi e condizioni della futura concessione.
Intanto il vicesindaco Giovanni Barosini mostra l’interno del teatro in costruzione:
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