Prima gli insulti. Poi l’aggressione fisica. Infine il telefono strappato di mano e scaraventato a terra.
È il racconto di una cittadina che denuncia quanto accaduto in pieno giorno e sotto gli occhi di diversi testimoni. Secondo le testimonianze raccolte, la donna sarebbe stata avvicinata da due giovani su un monopattino che le avrebbero intimato di lasciare il marciapiede, che costeggia il parco Usuelli, rivolgendole parole offensive e atteggiamenti intimidatori.
La vicenda, però, non si è fermata lì.
Pochi minuti dopo sarebbe intervenuto un uomo di colore, presentatosi come padre di una delle ragazze coinvolte, sostenendo che la figlia fosse stata offesa. Ne sarebbe nato un acceso confronto durante il quale la donna sarebbe stata spintonata. Non solo: l’uomo le avrebbe anche strappato il telefono cellulare dalle mani, gettandolo violentemente a terra.
Un episodio che ha suscitato sconcerto tra i presenti e che, secondo quanto riferito, è stato osservato da diversi testimoni oculari.
Resta l’immagine inquietante di una donna che, nel giro di pochi minuti, si è trovata bersaglio di una prima aggressione verbale e successivamente di un’azione sfociata nel contatto fisico e nel danneggiamento del proprio telefono. Un fatto che lascia sgomenti e che alimenta tra molti cittadini il timore di un progressivo deterioramento delle più elementari regole della convivenza civile.
Perché quando prepotenza, intimidazione e aggressività prendono il posto del rispetto, il problema non riguarda più soltanto chi ne è vittima: riguarda l’intera comunità.
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