Alessandria Punto e a Capo è nata come tante storie di provincia: una chiacchierata tra amici al bancone, all’ora dell’aperitivo, a commentare ciò che non va in città. Poi, però, invece di limitarsi al mugugno, qualcuno ha deciso di fare un passo oltre: «perché non costruiamo qualcosa e proviamo a trasformare le idee in qualcosa di positivo?».
Quel qualcuno è Claudio Perissinotto, ex presidente di Amag Ambiente e poi del Gruppo Amag, oggi anima di un’associazione che in poco più di un anno ha conquistato strade, mercati, social e – soprattutto – l’attenzione di una parte della città.
Un brand, un sito: la “città civile” si organizza
“Alessandria Punto e a Capo” oggi è un nome, un logo, un sito, una comunicazione visiva curata, un podcast dal taglio moderno e una presenza costante sui social e nei luoghi fisici della città.
Nata di fatto tra fine 2024 e inizio 2025, l’associazione si racconta così: «Siamo cittadini di Alessandria e vogliamo una città migliore, più vivibile e dinamica».
Mercati rionali, fermate degli autobus, incontri pubblici, tavole rotonde su ambiente, qualità della vita, city branding: il format è semplice ma efficace. Si parte dall’ascolto delle persone “normali”, si raccolgono lamentele, idee, frustrazioni, si mettono attorno allo stesso tavolo imprenditori, professionisti, studenti, pensionati che non arrivano a fine mese ma hanno ancora voglia di cambiare qualcosa.
Dai primi appuntamenti, organizzati quasi solo col passaparola, arrivano le prime sorprese: sale, teatri e circoli pieni, un pubblico trasversale per età e provenienza, la sensazione che sotto la cenere del disincanto covi ancora un bisogno forte di partecipazione. Perissinotto parla di circa 500 tra iscritti e attivisti: una base fluida, fatta di persone che frequentano gli incontri, contribuiscono ai tavoli tematici, propongono idee, offrono competenze.
Le parole chiave: sicurezza, decoro, scelte sbagliate
Il catalogo delle lamentele raccolte in questi mesi assomiglia a un inventario delle fragilità alessandrine: insicurezza percepita, città sporca, scelte amministrative giudicate sbagliate, la sensazione di rivedere «sempre gli stessi nomi» in politica, spesso mascherati da volti nuovi e promesse di cambiamento. Sullo sfondo, un giudizio severo: «la città è cambiata in peggio negli ultimi 25 anni», tra occasioni mancate, degrado progressivo, periferie lasciate a se stesse.
Alessandria Punto e a Capo prova a ribaltare il paradigma del mugugno sterile in cittadini che “si mettono in gioco”. L’idea di fondo è quella di mettere insieme competenze ed esperienze: ciascuno porta qualcosa – un pezzo di tempo, una professionalità, una proposta concreta – e lo mette a disposizione di un progetto che, almeno nelle intenzioni, parte dal basso. Non solo “denuncia”, ma la domanda ricorrente: «Tu cosa proponi? Qual è il tuo contributo?».
Perissinotto: tecnico, ex presidente, “né di destra né di sinistra”
Figura centrale, e inevitabilmente catalizzatrice, è Claudio Perissinotto. Tecnico di formazione, libero professionista, già presidente del Gruppo Amag e di Amag Ambiente, lascia gli incarichi ufficialmente per motivi personali e oggi si muove dichiarando di non essere «né di destra né di sinistra», ma di voler lavorare sui temi, sull’efficienza delle macchine pubbliche, sulla qualità delle decisioni.
Il suo passato ai vertici della multiutility alessandrina gli dà un doppio capitale: da un lato la familiarità con i meccanismi delle partecipate e della burocrazia, dall’altro una rete di contatti trasversali. È anche questo che rende Perissinotto una figura osservata con attenzione dai “politici di mestiere”, che fiutano il potenziale consenso del nuovo movimento civico e – secondo molti – hanno già iniziato a sondare il terreno, cercando di capire se catalogarlo come possibile alleato o potenziale avversario.
Da ex amministratore, Perissinotto conosce limiti e inerzie della macchina comunale e delle partecipate, e insiste sull’idea che «le cose si possono fare diversamente», che la città possa essere gestita in modo più efficiente, con meno sprechi e più attenzione ai risultati. In un contesto dove la fiducia verso la politica è ai minimi, il suo profilo “tecno-civico” parla a quella fascia di professionisti e imprenditori che finora sono rimasti ai margini dell’impegno diretto.
Dall’associazione alla politica? Una domanda che aleggia
Ufficialmente Alessandria Punto e a Capo è “solo” un’associazione di cittadini che promuove incontri, laboratori di cittadinanza attiva, convegni su ambiente, qualità della vita, fragilità sociali, futuro della città. Eppure, l’impressione diffusa è che il confine tra impegno civico e sfera politica elettorale si stia facendo sempre più sottile.
La stessa attenzione che media e ambienti politici dedicano a ogni iniziativa dell’associazione tradisce l’ipotesi – non confermata ma sempre evocata nei corridoi – di un possibile sbocco alle amministrative 2027. Movimenti popolari come questo, capaci di attirare persone e professionalità che mai prima si erano esposte, vengono visti da molti come il naturale incubatore di una futura lista civica.
Perissinotto, per ora, mantiene il profilo del “work in progress”: si sonderà il terreno, si misurerà la forza reale di questo attivismo diffuso, si capirà quanta parte di città è disposta a trasformare il malcontento in partecipazione strutturata. Con chi, o contro chi, eventualmente correrebbe? Il messaggio che filtra è netto: «Se sarà, sarà per portare persone competenti e non vincolate alla direzione ideologica dei partiti: non con le solite facce, insomma», e il sogno dichiarato è quello di un’amministrazione composta da persone competenti per materia, non da “professionisti della poltrona”.
Un laboratorio di futuro, tra entusiasmo e incognite
Alessandria Punto e a Capo si propone, in fondo, come un laboratorio di futuro per una città che da troppo tempo si racconta solo in termini di declino. Il linguaggio è quello delle città contemporanee ma la sostanza resta ancorata a questioni molto concrete: decoro, sicurezza, servizi, visione di sviluppo.
Resta da capire se questo entusiasmo organizzato saprà reggere alla prova del tempo, della complessità amministrativa e, soprattutto, dell’eventuale salto in politica. Per ora, dietro il nome “Punto e a Capo”, c’è una cosa che in città non si vedeva da tempo: centinaia di persone che decidono di uscire dalla comfort zone del lamento privato per provare a riscrivere, almeno in parte, la trama collettiva di Alessandria. E solo questo, in una stagione di sfiducia cronica, è già un segnale non banale.
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