Il nuovo Presidente Arrobbio non ha dubbi: “La Fondazione deve occuparsi di cultura, di sanità, di sociale: ma sono le imprese il vero motore del territorio, e le sosterremo”

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Il nuovo Presidente Arrobbio non ha dubbi: “La Fondazione deve occuparsi di cultura, di sanità, di sociale: ma sono le imprese il vero motore del territorio, e le sosterremo”

Paolo Arrobbio è, da poche settimane, il nuovo Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Il successore del Notaio Luciano Mariano, scomparso improvvisamente lo scorso aprile, è un manager con oltre quarant’anni di esperienza nel mondo bancario (Banca Popolare di Novara, poi Banco Popolare, poi BPM, raggiungendo ruoli dirigenziali apicali), ma anche una significativa esperienza nel settore multiutility. E’ stato dal 2019 al 26/09/2022 alla guida del Gruppo Amag, risanandolo dal punto di vista finanziario e mettendo a punto progetti importanti. Più di recente ha assunto il ruolo di amministratore delegato di Sogeri, la nuova azienda dell’acqua pubblica, ed è stato consigliere di amministrazione di GME – Gestore Mercati Energetici S.p.a, Società controllata da GSE – Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. e Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Lo abbiamo incontrato, per sapere in quali direzioni intende muoversi nei prossimi anni, alla guida di una realtà importante come la Fondazione CrAl, da tutti considerata il principale motore economico del nostro territorio.

Quali saranno le priorità strategiche del suo mandato alla guida della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, in un territorio che affronta sfide economiche e sociali sempre più complesse?

Alessandria è una provincia vasta, con comunità locali che hanno identità anche molto spiccate, e o una situazione socio economica complicata, dato il contesto generale, ma anche ricca di opportunità di sviluppo: si pensi soltanto alla logistica, alla ricerca socio sanitaria, all’Università. La Fondazione Cassa di Risparmio di questo territorio è un motore economico importante, i numeri del bilancio 2025 approvato a fine aprile parlano da soli, con erogazioni record di oltre 8 milioni di euro previste per quest’anno, e un avanzo di gestione pari a 12.204.504 di euro, in crescita rispetto agli 11.874.860 di euro dell’esercizio precedente. Siamo già al lavoro per capire su quali asset strategici puntare in maniera decisa nei prossimi anni, tenendo sempre ben presente da un lato la natura bancaria della nostra Fondazione, dall’altra il suo essere ‘motore’ del territorio in tante direzioni, a partire dal sociale, dalla sanità, dalla ricerca medico scientifica, dalla cultura nelle sue diverse declinazioni.

La Fondazione di solito finanzia tanti piccoli progetti (anche) per mancanza di idee dal respiro nazionale e internazionale: punterà più su interventi selettivi e strutturali, anche a costo di scontentare qualcuno?

Non vogliamo scontentare nessuno, perché ci rendiamo conto di quanto anche i micro interventi possano essere importanti, in una provincia che ha 187 comuni, e tantissimi territori di pregio, con una storia importante e a rischio marginalità. Ma certamente faremo delle scelte, sopratttutto di prospettiva: gli interventi ‘a pioggia’ per sostenere tante micro iniziative locali, rischiano di essere dispersivi, e a scarso valore aggiunto. Ha certamente più senso sostenere progetti che siano portatori di una visione, capaci di incidere in maniera significativa sullo sviluppo economico del territorio.

Il tessuto imprenditoriale alessandrino è composto in larga parte da piccole e medie imprese: quali strumenti o iniziative pensa di mettere in campo per rafforzarne la competitività? La Fondazione vuole restare un soggetto erogatore e basta o diventare un attore più attivo nello sviluppo?

Tocca un tasto fondamentale: erogare e basta non è sufficiente, la nostra mission non è la beneficienza, ma sostenere la crescita del tessuto economico e sociale. La Fondazione, con i suoi bandi e con i progetti propri, già oggi incide profondamente sulla messa a punto di grandi progetti che impattano sul territorio, e sul futuro di tutte le nostre comunità. Penso a quanto è stato fatto in questi anni per sostenere la crescita dell’Upo, ad esempio, o a sostegno di progetti culturali e socio sanitari. Certamente lavoreremo, di concerto con il consiglio di amministrazione e con il consiglio generale, perché possa essere ancora più forte il legame con il tessuto delle imprese: non dimentichiamo che la Fondazione CrAl è azionista del Banco BPM, ossia uno dei grandi gruppi bancari italiani, forte di una presenza capillare nella nostra provincia. Questo legame andrà fortificato, e spero possa dare frutti concreti a sostegno delle nostre imprese.

Negli ultimi anni è cresciuto il bisogno di interventi in ambito sociale e sanitario: quale ruolo potrà avere la Fondazione nel rispondere a queste nuove fragilità?

La sanità e l’universo socio assistenziale sono asset fondamentali, perché incidono direttamente sul miglioramento della qualità di vita delle persone. La Fondazione si impegnerà ancora più a fondo a sostegno di progetti concreti: penso alla necessità di migliorare i nostri Pronto Soccorso, di supportare l’innovazione tecnologica, di sostenere le tante realtà del volontariato socio assistenziale che si muovono, nella nostra provincia, a supporto della sanità pubblica. Ricordo anche in questo ambito il ruolo della Fondazione Solidal, di cui la Fondazione CrAl è ente fondatore, e che opera proprio, come onlus, per raccogliere fondi da destinare ad interventi socio assistenziali, e alla ricerca medico scientifica.

Come immagina il rapporto tra Fondazione, enti locali e mondo associativo per costruire progettualità condivise e durature sul territorio, già che conosce molto bene il mondo economico e politico locale?

Dialogo, sinergie e collaborazioni sono fondamentali. La Fondazione non intende porsi come semplice erogatore di risorse, ma svolgeremo un ruolo proattivo, al fianco di enti locali come i comuni ma anche di realtà del mondo associativo e imprenditoriale, per ‘mettere a terra’ progetti che siano una risposta concreta ai bisogni dei territori. Una strada già intrapresa dai Presidenti che mi hanno preceduto, Taverna e Mariano: noi continueremo in quel solco, naturalmente tenendo conto delle esigenze del tessuto sociale ed economico locale, in costante trasformazione.

Presidenza, cda e consiglio di indirizzo: tutti i nomi di Palatium Vetus

Paolo Arrobbio è il nuovo Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Ad eleggerlo, all’unanimità, è stato venerdì 8 maggio 2026 il nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione, riunitosi per la prima volta. Il Cda ha anche individuato, al suo interno, il Dottor Domenico Mercogliano come nuovo vice Presidente. Completano il Consiglio di Amministrazione Roberto Livraghi, Luigi Bonzano e Rossana Balduzzi. Il consiglio di indirizzo della Fondazione è invece costituito da 11 membri, due dei quali saranno individuati nelle prossime settimane, in sostituzione di Domenico Mercogliano e Roberto Livraghi, entrati nel cda. Gli attuali membri sono Luigi Mario Castello, Alessia Crivelli, Vittorio Alberto Ferrari, Franco Gavio, Giuseppe Maria Giordano, Iginio Olita, Tiziana Prato, Carla Rondano, Angelo Teruzzi.


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