Il successo di pubblico e l’entusiasmo portati dal Giro d’Italia ad Alessandria riaccendono il dibattito sulla gestione degli spazi urbani e sul futuro delle grandi piazze cittadine.
A farsi portavoce di questa visione è il vicesindaco Giovanni Barosini, che coglie l’occasione per rilanciare una riflessione profonda sulla vivibilità del centro storico, a partire dalla recente e discussa chiusura al traffico di Piazza della Libertà (altro pezzo di fronte a ex Banca d’Italia).
«Vedere Piazza della Libertà così piena di persone è stata una grande emozione», ha dichiarato il vicesindaco, visibilmente colpito dalla risposta della comunità durante il passaggio della carovana rosa. «Il Giro d’Italia non ha portato soltanto sport ed entusiasmo ad Alessandria, ma ci ha restituito anche il senso più autentico delle nostre piazze».
Per Barosini, l’immagine della piazza centrale finalmente sottratta alle auto e restituita alla socialità rappresenta un modello da seguire, non un’eccezione legata a un singolo evento sportivo o ricreativo. Una linea espressa chiaramente anche in vista della nuova e imminente chiusura di piazza della Libertà, pensata proprio per favorire l’aggregazione e una mobilità più sostenibile.
«Le piazze non sono semplici parcheggi o spazi di passaggio – ha sottolineato con forza il vicesindaco –. Sono luoghi di incontro, relazioni, identità e comunità. Quando tornano a riempirsi di persone, una città ritrova una parte della propria anima».
La coerenza di una visione: il precedente di piazza Garibaldi
La posizione espressa oggi da Barosini su piazza della Libertà non è affatto nuova, ma si inserisce in una visione urbanistica di lungo termine che il vicesindaco sostiene da tempo. Già in passato, infatti, Barosini si era fatto promotore di una proposta coraggiosa per un altro snodo cruciale della città: Piazza Garibaldi.
L’idea, rimasta nel cassetto e riproposta anche da associazioni di commercianti era quella di liberare piazza Garibaldi dalla presenza soffocante delle auto in superficie. Il piano ipotizzato prevedeva lo spostamento del flusso dei veicoli all’interno di un parcheggio sotterraneo da realizzare appositamente, trasformando così la superficie della piazza in una grande isola pedonale (con aiuole, alberi e fontane) dedicata al passeggio, al commercio e alla socialità.
Trasformare progressivamente i grandi vuoti urbani oggi destinati alle auto in veri e propri salotti a cielo aperto, capaci di rimettere i cittadini al centro della vita pubblica. Ma non tutti sono d’accordo. E il dibattito sui social e politico rimane più che mai acceso.
Nella foto di archivio, piazza Garibaldi gremita
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