Il Piemonte cambia pelle agricola: dalle nocciole all’olio d’oliva

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

photo of olives on cup of olive oil
Photo by Mareefe on Pexels.com

Per decenni, il paesaggio agricolo piemontese è stato sinonimo di noccioleti e castagneti, colture simbolo di un territorio fortemente legato alla tradizione e a produzioni consolidate. Oggi, però, qualcosa sta cambiando. Accanto alle coltivazioni storiche, si fa strada con sempre maggiore forza l’olivicoltura, segno di una trasformazione che riguarda sia il clima sia le strategie economiche del settore primario.

A testimoniare questa evoluzione è l’iniziativa promossa dal Consorzio Tutela Olio Extra Vergine di Oliva Piemonte, insieme a Fondazione Agrion e al DISAFA dell’Università di Torino. Il progetto punta a censire e valorizzare gli olivi storici presenti sul territorio, con l’obiettivo di ricostruire il patrimonio genetico dell’olivicoltura piemontese e rafforzare una filiera in crescita.

La cosiddetta “caccia ai Patriarchi” rappresenta un passaggio chiave: individuare gli esemplari più antichi e resilienti significa non solo preservare la memoria agricola regionale, ma anche gettare le basi per uno sviluppo futuro più sostenibile e competitivo. Questi alberi, spesso secolari, raccontano una presenza dell’olivo in Piemonte meno recente di quanto si possa pensare e offrono indicazioni preziose in termini di adattamento climatico e qualità produttiva.

In un contesto segnato dai cambiamenti climatici, l’olivo si sta dimostrando una coltura sempre più adatta anche a territori tradizionalmente vocati ad altre produzioni. Così l’olio extravergine conquista nuovi spazi e apre prospettive interessanti per il futuro.

Il progetto non si limita alla ricerca scientifica, ma coinvolge attivamente produttori, enti e cittadini. Chiunque possieda o conosca olivi secolari può segnalarli al Consorzio o ad Agrion, contribuendo a una mappatura condivisa che punta a valorizzare un patrimonio unico.

L’obiettivo finale è ambizioso: costruire una filiera sempre più strutturata e arrivare al riconoscimento di una IGP capace di dare ulteriore valore all’olio piemontese.


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Informazioni su La Pulce nell'Orecchio 3869 Articoli
La Pulce nell'Orecchio

Commenta per primo

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.