Boom immobiliare alessandrino: il nuovo motore dell’economia locale?

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Dopo anni di stagnazione, il mercato immobiliare della provincia di Alessandria vive un vero e proprio risveglio. A dirlo sono i numeri e gli operatori del settore, tra cui Franco Repetto, presidente provinciale della FIAIP, che parla apertamente di «cambio di paradigma» per una funzione economica tornata centrale.

Secondo i dati raccolti dall’associazione, nel 2025 si è registrato un incremento medio del 25% nelle compravendite, con 1.640 passaggi di proprietà e un +19% rispetto all’anno precedente. Dietro il balzo si nasconde un mix di fattori: il ritorno della fiducia, il nuovo ciclo universitario, la solidità del tessuto industriale e un flusso importante di lavoratori e studenti che orbitano sul capoluogo piemontese.

Una provincia in movimento

Alessandria ha vissuto per decenni una lenta erosione demografica — da 100 mila abitanti negli anni ’80 agli attuali 95 mila — ma le dinamiche produttive stanno invertendo la rotta. «Oggi abbiamo circa 15 mila persone tra lavoratori, studenti, dirigenti e imprenditori che frequentano stabilmente territorio e città», spiega Repetto. Un tessuto economico trainato dalle esportazioni e dalla manifattura, che richiama manodopera ben oltre la logistica.

La prospettiva di sviluppo è legata anche al rilancio del polo ferroviario di smistamento, progetto presentato di recente alla presenza del Ministro delle Infrastrutture, e al rafforzamento dell’Università del Piemonte Orientale, che punta a raddoppiare entro pochi anni il numero di iscritti, da 5.000 a 10.000 tra studenti e docenti anche dall’estero.

Investimenti e rendimenti

La crescita del mercato passa da un ritorno di attrattività anche per gli investitori. Oltre un terzo delle compravendite riguarda immobili da riqualificare, nella fascia tra 40 e 60 mila euro, con rendimenti netti stimati tra 7% e 8%: meglio di molti altri investimenti finanziari. Dopo la ristrutturazione e grazie agli accordi territoriali sui canoni concordati, questi immobili si affittano facilmente tra 450 e 550 euro al mese, ottenendo vantaggi fiscali immediati per proprietari e inquilini.

Il boom interessa tutta la provincia, ma ha punte dinamiche nel Monferrato, ormai venduto come “marchio territoriale”. La parola chiave “Monferrato”, ricorda Repetto, «è tra le più cercate dai compratori stranieri, oggi al quinto posto». Acquirenti internazionali guardano con crescente interesse ad Alessandria, Ovada e Casale Monferrato per immobili da ristrutturare, attratti dal rapporto valore/qualità e dal fascino paesaggistico.

Prezzi e prospettive

Un elemento da interpretare con cautela è il livello medio dei prezzi, ancora contenuto: molto del patrimonio abitativo risale agli anni ’60-’80 e fatica ad esprimere pieno valore. Il “nuovo”, di qualità e in classe energetica A, si muove intorno ai 2.500 euro al metro quadrato, ma le operazioni recenti sono ancora troppo poche per fare statistica.

Sui mutui, la FIAIP segnala che l’80% degli acquisti avviene con finanziamento: le condizioni attuali sono favorevoli e gli incentivi per i mutui green stanno incoraggiando i giovani acquirenti.

Tra bonus e transizione verde

Resta il nodo della riqualificazione energetica. Il Superbonus 110%, secondo Repetto, «ha annullato le spese di riscaldamento» e avrebbe potuto rilanciare efficacemente l’economia locale, ma la gestione disordinata ne ha ridotto i benefici. La FIAIP propone oggi un modello più sostenibile: interventi strutturati con piani di rimborso a lungo termine, che permettano ai privati di investire nel “green” senza speculazioni e senza dipendere da incentivi a pioggia.

Un segnale che va sostenuto

Il mercato immobiliare alessandrino conferma dunque la sua vocazione strategica per lo sviluppo territoriale, con benefici che ricadono su imprese, comunità e bilanci locali. «Servono ora amministratori e imprenditori pronti a sostenere questo nuovo corso», conclude Repetto. I dati, oggi, servono anche a «togliere pessimismo e valorizzare il patrimonio disponibile».

In provincia di Alessandria, la casa è tornata dunque a essere il vero motore dell’economia?.


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