La 28ª edizione di “Gagliaudo tra i Mercanti”, svoltasi ad Alessandria il 19 e 20 settembre, è stata presentata come un grande appuntamento per il centro storico, ma molti partecipanti ne sono usciti con l’impressione di una manifestazione più simile a una normale giornata di “negozi aperti” che a una vera festa popolare con identità territoriale.
Cosa c’era (e cosa mancava)
Sulla carta, l’evento prometteva animazione, bancarelle e cultura nel cuore della città. Nella pratica, però, diversi aspetti hanno lasciato perplessi:
- Bancarelle poco “tipiche”: circa un centinaio di espositori sulla carta, meno nella realtà, ma con scarsa caratterizzazione locale; molti stand sembravano generici, senza un forte legame con prodotti o tradizioni alessandrine. Il sabato le proposte erano molte meno
- Eventi collaterali limitati: a parte l’apertura dei musei alessandrini, la programmazione culturale è apparsa esigua rispetto alle aspettative create dalla comunicazione.
- Problemi di viabilità non segnalati: ad esempio, la chiusura di via Guasco non era adeguatamente indicata, creando disagi e confusione tra chi raggiungeva il centro.
- Assenza istituzionale visibile: nonostante i patrocini, non erano presenti gazebo o stand del Comune, della Regione, della Provincia né di Alexala per la promozione del territorio, dando l’idea di un evento in cui esserci per prassi, ma non per vera convinzione.
Il risultato? C’era gente, ma in quantità compatibile con un normale fine settimana di bel tempo, non con un grande evento capace di attrarre visitatori da fuori città.
Comunicazione e immagine: un’occasione persa?
Anche sul piano della comunicazione emergono criticità:
- Locandina poco identitaria: la grafica attuale trasmette poco il folklore locale e la specificità del territorio alessandrino.
- Social fermi nel tempo: la pagina social dedicata all’evento risulta aggiornata al 2020, mentre quella degli organizzatori ha pubblicato solo alcune foto, senza una narrazione continuativa.
- Storia debole: è mancata una strategia di storytelling che racconti la storia di Gagliaudo, il legame con la città e il valore dell’evento nel contesto piemontese.
28 anni: storia o di stanchezza?
Dopo quasi tre decenni, “Gagliaudo tra i Mercanti” rischia di apparire più come un appuntamento consolidato ma stanco rispetto a una manifestazione viva e in evoluzione. Non mancano i confronti con altre realtà vicine dello stesso periodo: la Festa del Vino di Casale Monferrato, ad esempio, viene spesso citata come modello di successo, grazie al coinvolgimento attivo del sindaco, dei social media, dei gruppi giovanili e di una macchina organizzativa che lavora con orgoglio per far crescere l’evento anno dopo anno.
Foto del 2021
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