Il Piemonte è ormai la seconda regione italiana per richieste di connessione alla rete elettrica destinate a data center: secondo i dati Terna aggiornati al 31 luglio 2026, ci sono 64 pratiche per 13,13 gigawatt di potenza, quasi un gigawatt in più rispetto a giugno. Su questo scenario si innesta il commento del deputato di Fratelli d’Italia Enzo Amich, primo firmatario e relatore della legge delega nazionale sui data center, che definisce la regione “pronta a diventare uno dei principali distretti digitali d’Italia”.
Il deputato Amich richiama esplicitamente i numeri Terna per sottolineare come il Piemonte abbia superato il Lazio e si collochi stabilmente al secondo posto dietro la Lombardia. La sua proposta di legge, già approvata in Camera il 24 febbraio 2026 con un consenso amplissimo (243 voti favorevoli, nessun contrario, sei astensioni), mira a colmare una “lacuna normativa” e a fornire regole certe, procedure semplificate e tempi prevedibili per la realizzazione dei centri di elaborazione dati.
Secondo Amich, queste infrastrutture sono strategiche per la “sovranità digitale” e la competitività del Paese, e il Piemonte – con le sue aree industriali, competenze e collegamenti – sarebbe in posizione ideale per sfruttarne le ricadute economiche e occupazionali. La legge è ora in attesa dell’approvazione definitiva del Senato, per consentire al Governo di adottare i decreti attuativi.
Piemonte: 13 GW di richieste, ma non tutto diventerà realtà
È fondamentale distinguere tra richieste di allaccio a Terna e impianti effettivamente autorizzati o costruiti. I 13,13 GW piemontesi non corrispondono a data center già realizzati, ma a pratiche presentate da operatori privati che chiedono potenza per potenziali nuovi siti. Tra la manifestazione d’interesse e l’accensione dei server ci sono autorizzazioni, investimenti, cantieri e una selezione che può ridurre parecchio il numero dei progetti effettivamente realizzati.
Proprio per evitare che il boom si trasformi in una corsa senza regole, la Regione Piemonte ha avviato una consultazione pubblica su un disegno di legge regionale specifico per i data center. L’obiettivo è introdurre criteri chiari su:
- raffreddamento eco-efficiente (obbligo di sistemi ad aria e a circuito chiuso per ridurre lo spreco d’acqua);
- recupero del calore di scarto, da convogliare verso reti di teleriscaldamento per scuole, ospedali e altre strutture pubbliche;
- integrazione di energia rinnovabile per l’autoconsumo;
- localizzazione preferenziale in aree industriali riqualificate, evitando il consumo di nuovo suolo agricolo o naturale.
Dove sono le richieste in Piemonte: il dato per provincia
I dati Terna diffusi dalla stampa regionale indicano il totale per regione (64 pratiche, 13,13 GW), ma non pubblicano un dettaglio per provincia accessibile al pubblico. Dai documenti governativi e regionali disponibili emerge comunque una geografia abbastanza chiara:
- In Piemonte, l’unico grande progetto dichiarato strategico dal Governo è il “Cavour Hyperscale Campus” a Trino (VC), ex centrale “Galileo Ferraris”, con investimenti da circa 4 miliardi di euro e potenza prevista tra 300 e 400 MW.
Questo non esclude che ci siano richieste Terna presentate da operatori privati in queste province: semplicemente, non sono rese pubbliche con dettaglio territoriale nei comunicati stampa e negli articoli finora disponibili.
Asti: un’area da 100.000 metri quadri “pensata anche per i data center”
Nella provincia di Asti, al momento, non risultano data center già autorizzati o dichiarati strategici a livello nazionale. Tuttavia, il territorio è entrato nel radar degli investitori immobiliari. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il Gruppo Gabetti sta cercando investitori per un’area di oltre 100.000 metri quadri nei pressi di corso Alessandria, destinata a “nuovi insediamenti e data center”.
Alessandria: nessuna grande opera annunciata, ma il territorio è adatto
Nella provincia di Alessandria, al contrario di quanto avviene per Trino (in Vercellese, sede del grande “Cavour Hyperscale Campus” da 4 miliardi di euro), non ci sono al momento progetti “flagship” di data center dichiarati strategici dal Governo. Tuttavia, il territorio alessandrino è espressamente coinvolto nel processo di consultazione regionale sul nuovo ddl data center: la Regione cita Alessandria tra le province chiamate a partecipare al confronto sul futuro normativo di queste infrastrutture.
Inoltre, alcuni bandi e provvedimenti regionali recenti menzionano comuni della provincia di Alessandria (tra cui Casale Monferrato, Felizzano e Novi Ligure) in iniziative collegate a sviluppo locale e transizione energetica, a conferma che l’area è considerata parte attiva delle politiche di trasformazione industriale e digitale.
Articolo elaborato con l’aiuto anche dell’intelligenza artificiale
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