Medico, amministratore e uomo delle istituzioni
Si è svolta lunedì 28 settembre, nell’area compresa tra via Norberto Rosa e via Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, la cerimonia di intitolazione della piazzetta a Giuseppe Cotroneo, medico, amministratore pubblico e uomo delle istituzioni, scomparso ad Alessandria nel 2010.
Nato a San Roberto, in provincia di Reggio Calabria, nel 1921, Cotroneo si trasferì ad Alessandria negli anni Cinquanta. Dopo la laurea in Medicina conseguita a Torino e la specializzazione in Cardiologia, esercitò come medico mutualista e di pronto soccorso, diventando un punto di riferimento per numerose famiglie e per molti lavoratori immigrati arrivati in città in cerca di occupazione.
Un lungo impegno nelle istituzioni
Alla professione sanitaria Giuseppe Cotroneo affiancò un’intensa attività politica e amministrativa. Fu consigliere comunale di Alessandria dal 1964 al 1993 e consigliere provinciale dal 1980 al 1990. Ricoprì inoltre incarichi di responsabilità nell’amministrazione della sanità pubblica.
Di ispirazione cristiana e democratica, fu presidente provinciale del Movimento Cristiano Lavoratori dal 1985 al 1995. Dal 1995 guidò inoltre l’ANMIC provinciale, mentre dal 1997 al 2004 fu presidente provinciale della FAND.
La cerimonia
L’intitolazione, proposta dal consigliere comunale Giuseppe Bianchini, primo firmatario, e da Vincenzo Demarte, secondo firmatario, ha concluso l’iter approvato dalla Commissione comunale per la Toponomastica e dalla Giunta comunale.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti Guido Astori, responsabile del cerimoniale del Comune; Giuseppe Bianchini, che ha illustrato le ragioni della scelta della collocazione toponomastica; Antonella Perrone, assessora al Bilancio; Vincenzo Demarte, vicepresidente della Provincia di Alessandria; il dottor Giorgio Comazzi, in rappresentanza dell’Ordine dei Medici; e Roberto Cotroneo, scrittore e giornalista, figlio di Giuseppe, in rappresentanza della famiglia.
Erano presenti il viceprefetto, i consiglieri comunali Davide Buzzi Langhi e Luigi Sfienti, Antonio Maconi, Mario Pasino, presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro, Roberto Pascoli, presidente dell’associazione ex Combattenti, oltre a rappresentanti della Guardia di Finanza e della Scuola di Polizia.
Accanto al Gonfalone della Città di Alessandria erano schierati i labari del Movimento Cristiano Lavoratori, dell’ANMIC di Alessandria e dell’ANMIC di Domodossola, insieme ai gonfaloni dell’Associazione Nazionale Alpini, dei Vigili del Fuoco in congedo, dei Marinai d’Italia e dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato. Presenti anche altre associazioni cittadine e territoriali, tra cui i Maestri del Lavoro.
Il momento centrale della cerimonia è stato lo scoprimento della targa toponomastica e della targa commemorativa fatta apporre dalla famiglia. Quest’ultima ripercorre l’impegno di Cotroneo come medico e amministratore, la sua vicinanza alle famiglie, ai lavoratori immigrati e alle persone più fragili, e si conclude con le parole: «La Città di Alessandria ne ricorda l’impegno, l’umanità e la costante vicinanza alla gente».
Il ricordo dei figli
Nel corso della cerimonia è emersa anche la dimensione più personale della figura di Giuseppe Cotroneo, attraverso i ricordi dei figli raccolti per ANSA.
Roberto Cotroneo ha ricordato la passione del padre per il giornalismo, coltivata come corrispondente de Il Popolo e come fondatore, direttore ed editorialista del mensile La Domanda. Un interesse trasmesso al figlio e legato a una concezione della scrittura come strumento di intelligenza, analisi e riflessione.
Alida ha sottolineato il significato profondo che Giuseppe Cotroneo attribuiva alla professione medica: «Mio padre intendeva il suo lavoro come una missione». Per lui essere medico significava mettere le proprie competenze al servizio degli altri, aiutando i pazienti ad affrontare la malattia e le difficoltà dell’esistenza.
Marialuisa ne ha invece ricordato il rapporto con la politica e le istituzioni: «Non faceva politica per la carriera, ma per servire, con tutti i mezzi possibili, gli altri».
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