La maculopatia si conferma oggi tra le principali cause di perdita della vista, con un impatto crescente sulla qualità della vita dei pazienti e sulla sostenibilità del sistema sanitario. In questo scenario si inserisce il nuovo ciclo di incontri promosso da Cencora, in collaborazione con SIFO e con il patrocinio di istituzioni e società scientifiche nazionali e regionali, tra cui Regione Lombardia, SISO e FIASO, con il contributo non condizionato di Bayer.
Il progetto, avviato in Piemonte e Lombardia, mira a creare un confronto strutturato tra istituzioni, clinici e stakeholder per individuare soluzioni concrete capaci di migliorare l’accesso alle cure e la qualità della presa in carico dei pazienti affetti da maculopatia. Il percorso prevede tre incontri regionali e un board nazionale, con l’obiettivo di coniugare innovazione terapeutica, sostenibilità economica ed efficienza organizzativa.
Al centro del dibattito emerge la necessità di superare una visione focalizzata esclusivamente sui costi, adottando invece un approccio basato sul valore complessivo delle terapie. Le innovazioni in ambito oftalmologico, in particolare per le maculopatie, hanno già dimostrato efficacia clinica e consentono oggi anche una riduzione della frequenza degli accessi ospedalieri, con benefici in termini di aderenza terapeutica e alleggerimento del carico assistenziale per pazienti e caregiver.
Accanto ai progressi terapeutici, restano tuttavia criticità organizzative rilevanti, come l’aumento delle liste d’attesa e le disomogeneità territoriali nell’accesso alle cure. In questo contesto, il ruolo della governance sanitaria e del farmacista ospedaliero diventa centrale per ottimizzare i percorsi assistenziali, promuovere appropriatezza prescrittiva e garantire continuità delle cure.
Le terapie intravitreali anti-VEGF rappresentano attualmente lo standard di trattamento per molte forme di maculopatia, affiancate, in casi selezionati, da corticosteroidi, mentre il ricorso al laser è oggi più limitato. L’innovazione ha permesso di mantenere elevati livelli di efficacia e sicurezza riducendo il numero di somministrazioni, con un impatto positivo sull’organizzazione dei servizi e sulla qualità di vita dei pazienti.
Dal confronto tra modelli regionali emergono esperienze significative. Il Piemonte punta su una rete clinico-assistenziale integrata, rafforzata da strumenti di governance come il PSDTA e da un monitoraggio strutturato degli esiti, mentre la Lombardia evidenzia il valore delle reti assistenziali e dell’innovazione tecnologica per garantire diagnosi tempestive e accesso equo alle terapie.
L’iniziativa si propone dunque di favorire una maggiore uniformità a livello nazionale, riducendo le disuguaglianze territoriali e contribuendo al rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale, con l’obiettivo ultimo di preservare la funzione visiva e prevenire la disabilità legata alla perdita della vista.
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