Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.
La lettrice Maria Elena ci scrive in merito ad un video su un’aggressione, girato in partnership con la pagina social Svegliati Alessandria. L’analisi, seppur critica nei nostri confronti, è interessante e – nei termini circostanziati e garbati posti dalla lettrice – degna di essere riproposta come riflessione generale.
Gentile redazione,
vi scrivo dopo aver visto il seguente servizio video:
Mi spiace molto per la brutta esperienza vissuta dalla signora di 56 anni da voi intervistata.
Vi chiedo però maggiore professionalità nel presentare i casi.
Non trovo affatto corretto che già dal titolo il servizio chiami in causa “extracomunitarietà” e “italianità”.
Potrei capire se si facesse cenno al tema della convivenza tra “vecchi” e “nuovi” cittadini di Alessandria in modo serio ed equilibrato, ma purtroppo non è il caso di questo servizio.
Vi ricordo che gran parte degli “stranieri” che vivono sul territorio italiano si distinguono per onestà e correttezza, qualità peraltro nn garantite dall’essere italiani.
Purtroppo di brutta gente o abbruttita dalla vita ce n’è ovunque e di ogni nazionalità.
Altro tema importante è quello dell’abbandono del territorio da parte dei residenti “italiani doc” che preferiscono chiudersi in casa o in auto. Se tutti vivessimo di più gli spazi pubblici, diminuirebbe il problema della sicurezza e forse anche si faciliterebbe l’incontro, la conoscenza e lo scambio culturale.
È penoso prendere atto che ci si occupi di informazione in modo così pressapochista e apertamente razzista, accusando oltretutto altri di non essere all’altezza di educare.
L’educare così come l’informare, presuppongono un atteggiamento non giudicante.
Occuparsi di informazione è peraltro una grossa responsabilità, per cui considero auspicabile che chi se ne occupa mostri volontà e capacità di comprendere fenomeni sociali e cause ed effetti degli eventi, evitando di dare giudizi assoluti che screditano intere categorie. La ricerca della verità è cosa alquanto sensibile che richiede umiltà e di fermarsi dove non si sa, mantenendo un atteggiamento socratico.
C’è differenza tra fare da campanello d’allarme e creare allarmismo.
Davvero di cattivo gusto poi il riferimento al caso di Genova.
Credo che toni e accenti da voi utilizzati rischino solo di acquire paura, odio indiscriminato e scontro sociale, anziché offrire un servizio utile alla cittadinanza promuovendo una sana convivenza e la pluralità.
Credo Alessandria si meriti di meglio, e questo servizio al pari di altri dello stesso tenore, mi muove a sconforto. Immagino Umberto Eco (per fare un esempio illustre tra molti) che si rivolta nella tomba, di fronte a tale sciatteria nell’uso del pensiero e del linguaggio.
Non lamentiamoci poi della decadenza di luoghi e tessuto sociale.
Chiudo con una proposta:
Provate a ricalibrare l’approccio e bilanciare le cattive notizie con racconti di esperienze felici di convivenza tra culture e belle iniziative dal basso o dall’alto.
Credo che questo migliorerebbe il clima sociale e l’evoluzione umana.
Resto disponibile ad un confronto e in attesa di un vostro gentile riscontro
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