La ricerca alessandrina sta esplorando una via ancora più sostenibile: la depurazione con materiali derivati da scarti vegetali
La ricerca scientifica e l’innovazione industriale si stringono la mano nel segno della sostenibilità ambientale. Al centro di questa sinergia c’è il sito Syensqo di Spinetta Marengo e l’Università del Piemonte Orientale (UPO), che attraverso il loro Joint Lab – il Centro RisPA (Centro di Ricerca e Sviluppo per il Risanamento e la Protection Ambientale) – continuano a investire nel futuro del territorio e nello sviluppo di tecnologie green.
L’ultimo importante traguardo di questa collaborazione è la discussione della tesi di dottorato industriale in Chemistry & Biology di Andrea Bortoli. Il progetto di ricerca, intitolato “New materials for an efficient PFAS removal in industrial water treatments”, rappresenta un passo avanti concreto nello studio di nuove soluzioni per l’abbattimento dei composti perfluoroalchilici (PFAS) nelle acque industriali.
Dal laboratorio all’impianto: la svolta nei trattamenti delle acque
Il percorso di Bortoli, iniziato nel 2019 come Ingegnere di Produzione e poi focalizzatosi nel team HSE (Salute, Sicurezza e Ambiente), ha permesso di unire le competenze accademiche dell’UPO nella caratterizzazione dei materiali con l’esperienza sul campo di Syensqo nella gestione degli impianti di trattamento (come il TAF, il Trattamento dell’Acqua di Falda).
La ricerca ha preso in esame diversi materiali adsorbenti: carboni attivi, zeoliti e materiali di sintesi. Dopo una prima fase di screening e test in laboratorio, i materiali che hanno mostrato le performance migliori sono stati testati direttamente sugli impianti dello stabilimento. I risultati positivi hanno confermato la possibilità di adottare soluzioni non solo più efficaci nel trattenere i PFAS, ma anche economicamente e ambientalmente più sostenibili.
«Siamo riusciti a coniugare le conoscenze di Andrea come ingegnere di processo con quelle di un ricercatore di laboratorio – ha commentato con soddisfazione il Prof. Leonardo Marchese, ordinario di Chimica fisica e direttore del Centro RisPA, che ha seguito la tesi come relatore insieme alla Prof.ssa Chiara Bisio –. I risultati raggiunti sono la base per future sinergie tra UPO e Syensqo».
Uno sguardo al futuro: scarti vegetali e impianti pilota
La strada tracciata da questa ricerca è già pronta ad accogliere nuovi sviluppi. Il testimone passerà a Enrico Trombetta per una tesi magistrale che utilizzerà un impianto pilota in scala ridotta. L’obiettivo sarà quello di accelerare i test su nuovi materiali adsorbenti prodotti dal Centro RisPA, esplorando una via ancora più sostenibile: l’utilizzo di materiali derivati da scarti vegetali.
Un modello per il territorio (e non solo)
L’ambizione del Centro RisPA non si ferma alle eccellenti applicazioni locali. L’obiettivo sul lungo periodo è far diventare questo polo un punto di riferimento nazionale e internazionale, una piattaforma aperta per condividere tecnologie e competenze con la comunità scientifica e l’industria globale.
L’Ing. Enrico Repetto, vicedirettore dello stabilimento Syensqo di Spinetta Marengo e co-tutor del progetto, ha concluso sottolineando il valore umano e strategico dell’iniziativa: «Questo traguardo rappresenta in modo esemplare i nostri valori guida: la collaborazione concreta con il mondo accademico sulla sostenibilità delle attività industriali, il dialogo costante con il territorio e la valorizzazione dei giovani talenti».

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