L’ultima operazione della Squadra Mobile di Alessandria ha scoperchiato un vaso di Pandora preoccupante, rivelando come la nostra città sia diventata il teatro di una fitta e pericolosa rete di narcotraffico. I numeri fanno tremare: 12 persone dietro le sbarre, 25 indagati totali e un esercito di spacciatori che presidiava ogni angolo del capoluogo, dal centro alla periferia, vendendo cocaina e hashish.
L’inchiesta, coordinata naturalmente dalla locale Procura della Repubblica, descrive uno scenario da brividi: non si parla più di piccoli episodi isolati, ma di un’organizzazione tentacolare capace di movimentare quantità massicce di droga, garantendo rifornimenti costanti e una capillarità di chi si è radicato sul territorio con molta facilità.
L’aspetto più allarmante di questa indagine riguarda la Casa Circondariale “Cantiello e Gaeta”. Il Don Soria: le mura che dovrebbero garantire isolamento e riabilitazione sono diventate, di fatto, un mercato a cielo aperto.
Il sistema messo in atto dai criminali è degno di un film d’azione, ma con risvolti drammatici:
Lanci oltre le mura: pacchi di droga scagliati all’interno della struttura nel cuore della notte, Familiari che si trasformano in corrieri durante l’ora di colloquio. E naturalmente cellulari mini, grazie ai quali i detenuti potevano continuare a gestire i propri affari, ordinando la droga che veniva poi rivenduta all’interno a prezzi gonfiati, creando un’economia sommersa e violenta dentro la casa circondariale.
Soldi… a chili
L’operazione ha portato al sequestro di oltre 10.000 euro in contanti, solo la punta dell’iceberg di un giro d’affari che sporca l’economia locale. Solo poche settimane fa, il sequestro di 1,2 kg di hashish nelle mani di due narcotrafficanti marocchini aveva dato il segnale di quanto la situazione fosse critica.
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