Molinari (Lega): “Sabato dal Piemonte più di mille leghisti in Piazza Duomo a Milano, per difendere la nostra identità, per l’autonomia e per dire stop al patto di stabilità”
La manifestazione dei Patrioti europei in Piazza Duomo a Milano si è chiusa con una forte presenza piemontese e con il segretario regionale della Lega, on. Riccardo Molinari, in prima linea nel rivendicare le priorità del territorio. Secondo le stime diffuse alla vigilia, dal Piemonte sono partite oltre un migliaio di persone tra pullman, treni e auto, a conferma di un radicamento che resta molto forte soprattutto nelle aree produttive della regione.
Al centro del suo commento, Molinari ha richiamato il valore del tessuto imprenditoriale piemontese, definito «forte ed eterogeneo», con punte di eccellenza nell’automotive, nella meccanica, nella gioielleria, nell’agroalimentare e in un’agricoltura di qualità che, a suo giudizio, oggi si trova «a fortissimo rischio» per scelte europee ritenute inadeguate e sbilanciate a favore dei Paesi del Nord.
Da qui la richiesta, ribadita dal palco di Milano, della «immediata sospensione del patto di stabilità europeo» per consentire a Stati e regioni di sostenere imprese e lavoratori di fronte all’aumento dei costi energetici, e lo stop alla «follia del Green Deal che sta distruggendo l’industria europea», espressione che Molinari aveva già utilizzato nei giorni precedenti per spiegare le ragioni della mobilitazione.
Un secondo filone del suo intervento ha riguardato il tema dell’autonomia e dell’identità. Davanti alla piazza radunata in Duomo, Molinari ha rilanciato l’esigenza di «portare avanti il percorso dell’autonomia dei popoli», legandolo alla difesa delle specificità territoriali piemontesi e italiane e alla volontà di costruire, dentro l’Unione, «un’Europa dei popoli e dei territori», in contrapposizione a quella che la Lega definisce un’Europa “dei burocrati di Bruxelles”.
La sicurezza, infine, è stata l’altro grande tema toccato dal Segretario regionale. Molinari ha ribadito la necessità di «mettere in campo politiche che consentano ai piemontesi, come a tutti gli altri cittadini italiani, di sentirsi sicuri a casa propria», chiedendo regole più rigide contro chi si rende responsabile di reati contro persone, auto, abitazioni o imprese, «stranieri o italiani che siano». In questo quadro ha voluto rinnovare il sostegno alle forze dell’ordine, che a suo dire «fanno il possibile e l’impossibile», sottolineando che l’insoddisfazione di molti cittadini non dipende dagli operatori in divisa ma da leggi, vincoli e scelte politiche considerate troppo deboli sul piano sanzionatorio.
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