Priano sul centro islamico: “Intesa tra destra e sinistra per farlo alla D3”

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C’è un accordo trasversale non scritto perché si costruisca la moschea nella zona D3, anziché in via san Giovanni Bosco, nel quartiere Europista. L’idea di fondo è quella del consigliere Fabrizio Priano: “Permetterà di dare una risposta anche a tutte le persone che avevano espresso perplessità verso questo insediamento, facendolo però in modo oggettivo e non ideologico”.

Dalla mozione alla… rimozione

“La mozione si basa su due elementi oggettivi – spiega Priano – il primo è che la zona da me, dai gruppi di minoranza, ma anche da alcuni consiglieri dell’attuale maggioranza è considerata non idonea ad ospitare un centro delle dimensione previste con un potenziale di frequentazioni molto elevato e la seconda è che in base al nuovo PAI, in quella zona di fatto per ora è probabilmente per qualche anno non si potrà costruire nulla”.


Era nato anche un Comitato contrario all’insegnamento che aveva raccolto circa 3000 firme tra i residenti della zona.

Ma la questione si è complicata: “Oggi, lo scenario è ancora cambiato in peggio con la pubblicazione del nuovo PAI, il Piano di Assetto Idrogeologico che di fatto vieta qualsiasi tipo di insediamento, a meno di non fare i lavori necessari alla messa in sicurezza che però devono ancora essere definiti e sicuramente sono molto onerosi.
Durante il dibattito per la concessione di un parcheggio a servizio del costruendo Centro Islamico, oltre ai miei colleghi dei gruppi di minoranza, anche alcuni consiglieri di maggioranza si sono trovati d’accordo con le mie parole, esprimendo le stesse perplessità”.

Il sindaco Giorgio Abonante ha poi confermato l’esistenza di un dialogo aperto con la comunità musulmana sul tema, esattamente nei termini richiesti da Priano. Il dibattito si sposterà in un’apposita commissione per esaminare i termini della scambio di terreni tra le due zone, le modalità e i tempi di attuazione.