Il Comune di Alessandria ha varato una nuova ordinanza restrittiva che vieterà la vendita per asporto di bevande alcoliche e superalcoliche in vetro e lattina dalle 21 alle 6 del mattino, a partire dal 9 novembre e fino all’8 dicembre 2026.
Il provvedimento, nato dalle segnalazioni della Polizia Locale, mira a contrastare gli schiamazzi e il degrado legati all’abuso di alcolici. Tuttavia, l’annuncio ha immediatamente sollevato un polverone di polemiche tra commercianti e residenti, divisi tra l’efficacia reale delle sanzioni e il danno economico per le attività.
Le zone interessate e le sanzioni
Il divieto si concentrerà nell’area compresa entro l’anello degli Spalti (Borgoglio, Gamondio, Marengo e Rovereto), estendendosi anche a corso Acqui e corso Marx. La stretta colpirà negozi, bar, ristoranti, circoli privati, laboratori artigianali e distributori automatici. Per i trasgressori le multe saranno salatissime: da 500 a 5.000 euro. La nuova norma inasprisce il Regolamento di Polizia Urbana, estendendo il divieto anche fuori dagli eventi e includendo le lattine.
Il mugugno dei commercianti: “Penalizzati i” locali regolari”
La reazione del tessuto commerciale e dei clienti non si è fatta attendere. TRa i discorsi a commento della notizia si contesta la rigidità dell’orario di inizio del divieto. Fissare lo stop alle 21 rischia di paralizzare i servizi di asporto legati alla cena e al primissimo post-serata. “Multare un locale perché vende una birra da asporto alle 21:15 è assurdo e penalizza chi lavora onestamente”, si legge nelle proteste online.
Il nodo dei controlli: “Senza agenti è un’ordinanza fantasma”
Accanto alle proteste dei negozianti si schierano anche i residenti più scettici, che puntano il dito sulla reale capacità del Comune di far rispettare le regole. La critica principale riguarda la cronica carenza di organico della Polizia Locale: la cittadinanza teme che, senza un presidio fisso e costante sul territorio nelle ore più calde della notte, il provvedimento resti solo una grida manzoniana sulla carta. “Le ordinanze ci sono sempre state, ma i controlli mancano. Chi vuole fare confusione continuerà a farla, mentre i locali pagheranno il prezzo della crisi”, denunciano alcuni.
La posizione del Comune
Il Sindaco difende la scelta definendola una misura mirata e necessaria per garantire la sicurezza urbana, precisando che gli effetti verranno monitorati giorno per giorno. Sottolinea inoltre la carenza di strumenti normativi nazionali più forti per i sindaci, guardando con interesse alla proposta di legge in discussione in Parlamento per regolare i centri storici.
Nel frattempo, Alessandria si prepara a un mese di serate da astemi.
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