Bonus infissi 2027: aliquote previste e cosa valutare prima di sostituire le finestre

Aiuta il giornalismo indipendente

Supporta La Pulce nell'Orecchio in questo periodo difficile in cui l'informazione, anche quella scomoda, fa la differenza sulle fake news e la misinformazione.

Con l’arrivo dell’autunno molte famiglie tornano a fare i conti con la casa e con il modo in cui si prepara ai mesi freddi. Finestre e portefinestre sono il punto dell’involucro in cui il calore dell’abitazione trova la strada più breve verso l’esterno, e la loro sostituzione è uno degli interventi che incidono in modo più diretto sul comfort degli ambienti e sui consumi per il riscaldamento.

Il margine di miglioramento del patrimonio abitativo resta ampio anche in provincia di Alessandria. Secondo l’elaborazione dei dati SIAPE presentata da SAIE, la fiera delle costruzioni in programma a Bologna a ottobre, nel 2025 il 48% degli immobili certificati in provincia ricadeva ancora nelle classi energetiche F e G, contro il 39% della media piemontese. Per chi valuta di intervenire sui serramenti, alla scelta tecnica si somma oggi una questione di calendario, perché le detrazioni fiscali legate alla sostituzione delle finestre cambiano con il nuovo anno. Ne parliamo con Alberto Malerba, titolare di Malerba Infissi di Padova, azienda che dal 1986 progetta, produce su misura e installa serramenti, con lo stabilimento produttivo a Pianiga, nel Veneziano, e lo showroom a Vigonza.

Il taglio già scritto in legge: 36% sulla prima casa, 30% sugli altri immobili

Per capire quali aliquote attendono chi cambia le finestre nel 2027 occorre partire dalle regole oggi in vigore, che per il prossimo anno delineano già un quadro preciso. Con l’espressione bonus infissi si indicano, nel linguaggio comune, le due detrazioni a cui può accedere chi sostituisce i serramenti della propria abitazione: l’Ecobonus, legato al miglioramento dell’efficienza energetica, e il Bonus Casa, cioè la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Entrambe restituiscono una parte della spesa sotto forma di minori imposte, ripartite in dieci quote annuali di pari importo, e oggi funzionano soltanto come detrazione, senza sconto in fattura né cessione del credito.

Il calendario delle aliquote discende dalla Legge di Bilancio 2025, che ha disegnato una riduzione graduale delle percentuali nel corso degli anni. Con la manovra successiva, la Legge di Bilancio 2026, il Parlamento ha confermato per un altro anno le aliquote più alte: per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2026 la detrazione resta al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili.

Dal 1° gennaio 2027, in assenza di nuove disposizioni, le percentuali scendono al 36% per l’abitazione principale e al 30% per seconde case, immobili in affitto e ogni altro caso, con la stessa riduzione per l’Ecobonus e per il Bonus Casa. I tetti restano invariati: 96.000 euro di spesa per unità immobiliare nel Bonus Casa e 60.000 euro di detrazione massima per la sostituzione delle finestre con l’Ecobonus. Le stesse regole trovano posto nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, che dal prossimo anno riunisce in un solo corpo normativo la disciplina delle detrazioni edilizie. Più avanti, dal 2028 al 2033, la legge prevede un’aliquota unica del 30% con un limite di spesa dimezzato a 48.000 euro.

Ecobonus al 65% per le finestre: l’ipotesi allo studio per la manovra

Il quadro scritto in legge potrebbe cambiare prima ancora di entrare in vigore, perché la legge di bilancio è l’occasione in cui il Governo decide se e come intervenire sulle detrazioni per la casa. A metà settembre Il Sole 24 Ore ha anticipato che l’esecutivo valuta il ritorno dell’Ecobonus al 65% per una selezione di interventi di efficienza energetica, tra cui la sostituzione delle finestre comprensive di infissi, l’isolamento termico, le pompe di calore e le schermature solari. Secondo lo scenario allo studio, l’aliquota maggiorata sarebbe riservata all’abitazione principale, mentre per gli altri immobili potrebbe essere confermato il 36%. Accanto a questa ipotesi resta aperta la strada di una semplice proroga delle aliquote attuali.

La copertura della misura sarebbe legata alla flessibilità di bilancio concessa dalla Commissione europea per la sicurezza energetica, cioè la possibilità di tenere fuori dai vincoli sui conti pubblici una parte della spesa destinata a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Il margine complessivo stimato ammonterebbe a circa 14 miliardi di euro fino al 2028, da ripartire fra diverse misure. La centralità dei serramenti in questo disegno trova riscontro nei numeri: secondo il Rapporto annuale ENEA 2026, la sostituzione degli infissi ha attivato circa 2 miliardi di euro di investimenti sui 3,6 complessivi mobilitati dall’Ecobonus con gli interventi conclusi nel 2025, più di qualsiasi altra voce.

Nessun testo normativo, al momento, fissa aliquote, requisiti tecnici, massimali e platea dei beneficiari, ed è su questi elementi che si misura la portata reale della misura. «In questi mesi molte famiglie ci chiedono se valga la pena attendere la manovra», racconta Alberto Malerba, «ma il momento giusto per intervenire lo indicano la casa e le sue esigenze, cioè lo stato delle finestre, il comfort percepito durante l’inverno e i tempi in cui si vuole vivere l’abitazione rinnovata. Le aliquote certe, oggi, sono quelle del 2026». Se l’aliquota più alta venisse legata al raggiungimento di determinati risultati energetici, le prestazioni del serramento acquisterebbero un peso ancora maggiore nella scelta del prodotto.

Il disegno di legge arriverà in Parlamento entro il 20 ottobre e dovrà essere approvato entro il 31 dicembre, lo stesso giorno in cui scade il periodo di validità delle aliquote attuali. Per non perdere nemmeno una fase dell’iter, è possibile seguire tutti gli ultimi aggiornamenti sul bonus infissi direttamente sul blog di Malerba Infissi.

Data del bonifico e titolo sull’immobile: gli elementi che fissano l’aliquota

Qualunque sia l’esito della manovra, la percentuale che spetta a ciascun contribuente dipende da alcune condizioni legate ai pagamenti e al rapporto con l’immobile, che vanno verificate prima di firmare il contratto. Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: l’aliquota applicabile è quella in vigore nel giorno in cui viene effettuato il pagamento, a prescindere dalla data di inizio o di fine dei lavori. Un intervento avviato in autunno e saldato a gennaio, quindi, ricade per il saldo nelle regole del 2027, mentre gli acconti versati entro il 31 dicembre mantengono l’aliquota del 2026.

«Quando la decisione di intervenire è presa, conviene impostare il piano dei pagamenti già nel contratto», spiega Alberto Malerba, «così ogni versamento viene tracciato con il bonifico corretto e si sa fin dall’inizio in quale anno fiscale cade». Ogni pagamento deve infatti avvenire con il bonifico parlante, il bonifico dedicato alle detrazioni edilizie che riporta nella causale la norma di riferimento, il codice fiscale di chi porta in detrazione la spesa e la partita Iva dell’impresa.

Accanto alla data del pagamento conta il titolo con cui si occupa l’immobile. L’aliquota maggiorata spetta a chi sostiene la spesa come proprietario o come titolare di un diritto reale di godimento, come l’usufrutto o il diritto di abitazione, su un immobile adibito ad abitazione principale. Inquilini e comodatari, anche quando abitano stabilmente la casa, accedono alla percentuale base, che nel 2027 è del 30%.

La detrazione riduce l’Irpef dovuta anno per anno fino a concorrenza dell’imposta: per sfruttarla per intero serve quindi una capienza fiscale adeguata lungo tutto il decennio di fruizione. Chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro deve considerare anche il tetto introdotto dalla Legge di Bilancio 2025, che fissa un importo massimo detraibile ogni anno, modulato in base al numero di figli a carico e comprensivo delle rate dei bonus edilizi.

Dal sopralluogo alla pratica Enea: i tempi da mettere in conto prima dell’ordine

Oltre alle condizioni fiscali, la programmazione dell’intervento passa per i tempi tecnici con cui un serramento su misura arriva dalla produzione alla posa, perché sono quelli a stabilire la data di fine lavori e le scadenze che ne derivano. La sequenza parte dal rilievo del vano finestra, prosegue con la fabbricazione sulle misure dell’apertura e si chiude con l’installazione in cantiere. «Tenere conto di questi aspetti in anticipo permette di fissare con precisione la data della posa e quella di fine lavori», osserva Alberto Malerba, «ed è su quelle date che si costruisce anche il calendario dei pagamenti». Nel caso dell’Ecobonus, la fine lavori fa partire il termine di 90 giorni entro cui trasmettere all’ENEA, l’agenzia nazionale per l’efficienza energetica, la comunicazione con i dati dell’intervento.

Prima dell’ordine bisogna verificare sulla scheda tecnica il valore di trasmittanza termica Uw, che indica il calore disperso dall’intera finestra, telaio e vetro compresi, per metro quadrato e per grado di differenza fra interno ed esterno. Alessandria ricade nella zona climatica E, la stessa di Padova e Venezia. In particolare, il riferimento per l’Ecobonus è rappresentato dal decreto ministeriale del 6 agosto 2020, che per questa zona fissa un valore massimo di 1,30 W/m²K. Va inoltre accertato che le vecchie finestre superino quella soglia, così che l’intervento documenti un reale salto di efficienza rispetto alla situazione di partenza.

Le prestazioni riportate in scheda si ritrovano in casa quando la posa garantisce continuità dell’isolamento e tenuta all’aria e all’acqua nel giunto fra telaio e muratura. Per questo va chiesto all’installatore se lavora secondo la norma UNI 11673, che definisce i requisiti della posa qualificata dei serramenti e le competenze di chi la esegue. In un anno in cui le regole delle detrazioni restano aperte fino a dicembre, programmare per tempo rilievo, produzione e installazione consente di scegliere il serramento con calma e di collocare ogni pagamento nel periodo fiscale desiderato.


Scopri di più da

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Informazioni su La Pulce nell'Orecchio 4216 Articoli
La Pulce nell'Orecchio

Commenta per primo

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.