Il tam tam mediatico sulla manifestazione pacifica per ricordare la strage degli innocenti di Gaza ha come previsto mosso molte opinioni e polemiche, compresa quella dell’improvvida iniziativa del liceo Amaldi di Novi, a cui sono seguite decine di lettere di solidarietà.
Non ci sono solo i pro Pal. L’Associazione Italia-Israele di Alessandria mal digerisce tutto questo clamore e inviti alla partecipazione, specie se arrivano da istituzioni che dovrebbero fare il bene comune di tutti.

Così scrive commentando l’assessore alessandrino Michelangelo Serra (sul suo profilo privato, non da appartenente la giunta mandrogna) che condivide e invita alla partecipazione di piazza pro Palestina.
Lasciamo pure da parte che quei 18.457 nomi vengono dagli elenchi del ministero della Sanità di Gaza, cioè di Hamas, che conta come bambini tutti i minori di diciotto anni e non distingue tra civili e combattenti. Lasciamo da parte che si tratta di una manifestazione a senso unico, che racconta il conflitto da una parte sola. E lasciamo da parte anche che nelle piazze di questo movimento si grida spesso “dal fiume al mare”, che vuol dire un mondo senza Israele. Resta comunque una cosa che non si può lasciare da parte.
“Per non dimenticare un solo nome”, recita la locandina che lei condivide. Eppure il conteggio parte proprio dal 7 ottobre 2023, come se quel giorno a Gaza fosse cominciato tutto dal nulla, e i bambini uccisi quel giorno nel telo non ci sono. Kfir Bibas aveva nove mesi quando lo hanno portato via dalla sua casa di Nir Oz, insieme al fratello Ariel di quattro anni. Sono morti in prigionia, e i loro corpi sono tornati in Israele in una bara consegnata durante una grottesca, ributtante e vergognosa cerimonia allestita da Hamas. Nel sudario che lei invita a sorreggere, quei due nomi non trovano posto.
Cominciare la conta dal 7 ottobre cancellando ciò che il 7 ottobre è accaduto è la stessa operazione di chi vorrebbe cancellare Israele dalle mappe.
Ci colpisce anche che un assessore della nostra città presti il proprio volto all’iniziativa di un Coordinamento che pochi mesi fa chiedeva ai medici di Alessandria di boicottare i farmaci prodotti da un’azienda israeliana. È una scelta legittima, intendiamoci. Ma un assessore rappresenta tutti gli alessandrini, compresi i pazienti a cui lo stesso Coordinamento, pochi mesi fa, voleva negare i farmaci prodotti da un’azienda israeliana. Da chi siede in giunta ci saremmo aspettati un po’ più di misura. Ciascuno, comunque, risponde delle proprie scelte.
La risposta dell’assessore è laconica per non alimentare ulteriormente le polemiche, anche se non ‘misura’ l’ultima stoccata sulla vendetta israeliana:
Il volere ricordare la strage dei palestinesi non implica ricordare i fatti del 7 ottobre – che però non sono stati ricordati – anzi, mi auguro che tutti i responsabili vengano processati e giudicati da un tribunale internazionale. Almeno quelli non ancora uccisi per vendetta.
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