L’Università del Piemonte Orientale (UPO) compie un passo decisivo verso la realizzazione del nuovo Campus nell’area dell’ex Mercato Ortofrutticolo, nel quartiere Orti. Mercoledì 9 settembre, nell’Aula Magna del DISIT, è stato presentato il progetto e sottoscritto il contratto di appalto integrato per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori.
Il progetto
Firmato dall’architetto Alfonso Femia, il nuovo polo universitario si svilupperà su circa 18.700 metri quadrati di superficie utile lorda. Il complesso ospiterà la Scuola di Medicina (con Medicina e Chirurgia e Professioni sanitarie) e il DIGSPES, riunendo aule, laboratori, biblioteca, spazi per la ricerca, l’amministrazione, coworking e luoghi dedicati alla socialità.
L’impianto architettonico si articola attorno a una grande corte centrale, cuore aperto e attraversabile del Campus, con terrazze verdi e una piazza coperta all’ingresso da viale Michel, concepita come luogo di incontro e studio. Il progetto prevede anche un nuovo parco universitario, parcheggi e interventi sulla viabilità e sulla mobilità ciclabile.
I numeri dell’intervento
- Importo dell’appalto: 56.228.038,59 euro
- Progettazione esecutiva: 120 giorni
- Realizzazione dell’opera: 720 giorni
- Completamento previsto: 2029
- Co-finanziamento MUR (2024): circa 22 milioni di euro
L’appalto è stato aggiudicato al raggruppamento guidato da SECAP S.p.A., con SCOTTA S.r.l. e RUBNER HOLZBAU S.r.l.
Le dichiarazioni
«La firma di oggi rappresenta un passaggio fondamentale: da questo momento entriamo concretamente nel percorso che porterà alla realizzazione del nuovo Campus, con l’obiettivo di completare l’opera nel 2029», ha dichiarato il rettore Menico Rizzi. «Sarà un Campus capace di mettere insieme docenti e studenti di corsi diversi, offrendo loro il valore aggiunto di vivere gli stessi spazi, incontrarsi e lavorare in modo multidisciplinare».
«Il nuovo Campus è un progetto che ci sta particolarmente a cuore – ha aggiunto Giuseppe Provvisiero, amministratore delegato di SECAP S.p.A. –. Per SECAP sarà un’occasione per mettere a disposizione l’esperienza maturata in interventi complessi, con l’obiettivo di unire qualità costruttiva e innovazione. Dalla prefabbricazione all’impiego del legno, fino alla digitalizzazione dei sistemi di gestione dell’edificio e con l’obiettivo della certificazione LEED, lavoreremo su soluzioni pensate per garantire qualità e sostenibilità nel tempo».
Un’opera di rigenerazione urbana
Il Campus sorgerà accanto all’attuale sede del DISIT e punterà a connettere due realtà chiave del territorio: l’ospedale “Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” e il Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica. L’ex mercato sarà abbattuto, conservando solo la parte interrata per l’impiantistica tecnica, liberando suolo urbano da restituire alla comunità.
«Il progetto abbraccia il tema specifico di luogo dell’educazione accademica e di aggregazione civica intergenerazionale e quello fondamentale della cultura come leva di rigenerazione urbana», hanno dichiarato Alfonso Femia e Simonetta Cenci di Atelier(s) Alfonso Femia. «È questa la nostra visione di architettura in cui le persone, i luoghi e il fattore tempo siano gli elementi reali delle città del futuro».
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