Contro il caro carburante l’associazione piemontese degli artigiani chiede più strumenti per famiglie e imprese. Ecco le proposte: basta tagli lineari per tutti, sostegno mirato all’autotrasporto e un credito mobilità rimborsabile per le famiglie che ne hanno realmente bisogno. “Perché, con risorse pubbliche limitate, dare lo stesso sconto a tutti non significa necessariamente aiutare meglio”, commentano da Torino negli uffici dell’area ‘trasporti’.
Il sistema dell’autotrasporto piemontese è arrivato ad un punto critico, spiegano. Aumento dei costi operativi ormai fuori controllo, rapporti sempre più tesi con la committenza, margini talvolta ridotti all’osso e una volatilità dei prezzi che rende impossibile qualsiasi pianificazione nel medio periodo. Un impatto tra il 20 e il 30 per cento per le imprese di autotrasporto.
Invece di ridurre il prezzo di ogni litro per tutti, in sintesi, si chiede di utilizzare le risorse per aiutare chi ne ha davvero bisogno. Il credito di imposta sul gasolio per autotrasporto non sarebbe sufficiente, secondo l’associazione artigiana: abolizione dell’iva sull’accisa e prezzi agevolati per alcuni settori.
Si metta un tetto ai prezzi
Anche Confimprenditori ha la sua idea: “Un price cap equo, che ad oggi non può superare 1,90 euro al litro per la benzina e 1,95 euro al litro per il gasolio. Qualsiasi prezzo superiore a queste soglie alla pompa (a parità di tasse) denota la presenza di extra-profitti o speculazioni lungo la filiera logistica”, ha dichiarato dichiara Stefano Ruvolo, Presidente di Confimprenditori.
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