Nuovi alessandrini: in cinque anni +3.850 residenti stranieri. Arrivano da Argentina, Bangladesh, Colombia e Burkina Faso

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In pochi anni Alessandria ha vissuto cambiamenti culturali e demografici importanti. Nel 2021 i residenti erano 94.017, oggi sono 95.391: un saldo positivo reso possibile anche grazie alle migrazioni straniere.

Il boom dei residenti stranieri: +3.850 in cinque anni

Tra il 2021 e il 2026 i residenti stranieri sono passati da 15.009 a 18.859, con un aumento di 3.850 unità.

Le percentuali raccontano una parte della storia, ma servono a spiegare i trend in atto. Non si tratta più solo di Marocco, Albania e Romania: i flussi migratori si sono spostati verso paesi più lontani e sconosciuti, spesso colpiti da povertà, guerre e miseria.

Le nazionalità in crescita: percentuali e numeri

Ecco le principali variazioni percentuali dal 2021 al 2026:

  • Argentini: +260%
  • Albanesi: +20%
  • Bangladesi: +306%
  • Brasiliani: +68%
  • Burkina Faso: +266%
  • Colombia: +315%
  • Egitto: +146%
  • Nigeria: +48%
  • Pakistan: +164%
  • Ucraina: +62%
  • Tunisia: +51%

In unità assolute, dal 2021 al 2026:

  • Albanesi: +583
  • Argentini: +91
  • Bangladesi: da 97 a 394 (+297)
  • Brasiliani: 102, ora +70
  • Colombia: da 83 a 345 (+262)
  • Egiziani: +256
  • Marocchini: +206
  • Cinesi: +60 (da 726)
  • Ucraini: +276 (da 439 a 715)

La comunità più numerosa, quella romena, resta stabile: 3.521 nel 2021, solo +17 in cinque anni.

Il caso del Burkina Faso: da 15 a 55 residenti

Un caso particolare è quello del Burkina Faso: nel 2021 i residenti erano 15, oggi sono 55, di cui solo 6 donne. Un aumento significativo in percentuale, anche se i numeri assoluti restano contenuti.

Una città che cambia volto

Questi dati fotografano un’Alessandria in trasformazione. Accanto alle comunità storiche (romeni, albanesi, marocchini), si insediano gruppi provenienti da Sud America, Africa subsahariana e Asia meridionale.

Le ragioni sono diverse: ricongiungimenti familiari, ricerca di lavoro, fuga da conflitti e crisi economiche. Ma il risultato è uno: la città diventa sempre più multiculturale, con nuove lingue, religioni, abitudini e bisogni.

Le sfide e le opportunità

Questo cambiamento porta con sé sfide (integrazione, servizi, scuola, housing) ma anche opportunità (nuova forza lavoro, arricchimento culturale, imprenditoria etnica).[

Alessandria, come altre città piemontesi, si trova a gestire un nuovo modello di convivenza, dove la capacità di accoglienza e inclusione diventa un fattore chiave per il futuro.

I numeri nel contesto provinciale

Secondo gli ultimi dati disponibili, in provincia di Alessandria i cittadini stranieri residenti sono 51.386, pari al 12,6% della popolazione totale.

Nel solo capoluogo, gli stranieri sono 18.762, con una maggioranza di albanesi (3.564), romeni (3.542) e marocchini (2.463). Seguono nigeriani (813), cinesi (796) e ucraini (707).

Una fotografia in movimento

I dati del 2026 mostrano una tendenza chiara: Alessandria attrae nuovi residenti stranieri, soprattutto da paesi emergenti o in crisi.

Le percentuali e i numeri assoluti raccontano una città che cambia volto, anno dopo anno, e che dovrà imparare a gestire questa trasformazione con politiche adeguate e una visione di lungo periodo.


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