In Piemonte 7,7 milioni alle scuole dell’infanzia paritarie: oltre 406 mila euro alla provincia di Alessandria
Raiteri (FdI): «Un sostegno concreto alle famiglie e ai territori, con particolare attenzione ai piccoli Comuni e alle frazioni»
La Regione Piemonte ha rinnovato anche per l’anno scolastico 2025-2026, appena concluso, l’assegnazione di 7,7 milioni di euro a sostegno delle scuole dell’infanzia paritarie, riconoscendone il ruolo sociale ed educativo e contribuendo alle spese di gestione e funzionamento sostenute durante l’anno. Una misura che interessa tutto il territorio piemontese e che, per la provincia di Alessandria, vale complessivamente 406.518,24 euro: 301.781,39 euro saranno destinati ai Comuni e 104.736,85 euro direttamente alle scuole.
«Sostenere le scuole dell’infanzia paritarie significa sostenere concretamente le famiglie, i bambini e le comunità nelle quali queste realtà operano ogni giorno. Con uno stanziamento regionale di 7,7 milioni di euro tuteliamo anche la libertà delle famiglie di scegliere il percorso educativo che ritengono più adatto per i propri figli e contribuiamo a garantire la continuità di servizi che, soprattutto nei centri più piccoli, hanno un valore che va ben oltre quello scolastico» dichiara il Consigliere Regionale Silvia Raiteri.
«In provincia di Alessandria – prosegue Raiteri – arriveranno oltre 406 mila euro. È particolarmente importante che il 75% delle risorse regionali sia rivolto alle scuole presenti nei Comuni sotto i 15 mila abitanti e nelle frazioni dei centri più grandi. Nei nostri territori collinari e nei piccoli paesi mantenere aperta una scuola dell’infanzia significa offrire un servizio essenziale alle famiglie, consentire ai genitori di conciliare meglio vita e lavoro e contribuire a mantenere vive le comunità locali».
Chi riceverà il contributo
I contributi vengono assegnati in parte ai Comuni convenzionati con scuole dell’infanzia paritarie e in parte direttamente alle scuole non convenzionate con gli enti locali.
Per ciascuna sezione è previsto un numero minimo di 15 alunni, fatta eccezione per le scuole a sezione unica, per le quali il numero minimo è di 8. Le scuole beneficiarie devono inoltre essere prive di fini di lucro, svolgere il servizio con modalità non commerciale ed essere aperte alla generalità dei cittadini.
Per precisa scelta regionale, il 75% dello stanziamento è destinato alle scuole dell’infanzia situate nei Comuni con meno di 15 mila abitanti o nelle frazioni dei Comuni più popolosi.
L’obiettivo è favorire la libera scelta educativa e, allo stesso tempo, sostenere la continuità di un servizio di particolare utilità per le famiglie. Nei piccoli centri e nelle aree collinari e montane le scuole dell’infanzia rappresentano infatti anche un presidio territoriale importante, contribuendo a contrastare lo spopolamento e la progressiva riduzione dei servizi.
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