Un biglietto da visita che allontana clienti e avventori. La rabbia dei commercianti per il bivacco perenne
Piazza Santa Maria di Castello dovrebbe essere un angolo di borgo Rovereto brulicante di vita e attività, tra iniziative, locali, ostello, associazioni e scuole. Un luogo di incontro, bellezza e socialità. Un salotto a cielo aperto dove trascorrere anche le sere d’estate. Dovrebbe, appunto. Perché la realtà con cui commercianti, gestori dei locali e residenti devono fare i conti ogni giorno racconta tutta un’altra storia.
Da tempo, ormai, alcuni esercenti lamentano che la piazza è finita in ostaggio di una situazione insostenibile: una persona che ha trasformato le panchine pubbliche nel proprio domicilio privato, bivaccando giorno e notte senza soluzione di continuità. Sembra aggirarsi in stato confusionale, non proprio in grado di badare autonomamente.
Non solo decoro: è una questione di vivibilità
Non si tratta di accanimento o di semplice estetica urbana. Qui il problema – dicono – è di vivibilità concreta e sicurezza. La presenza stanziale è accompagnata da continui episodi molesti: urla a qualsiasi ora, atteggiamenti aggressivi e un’occupazione aggressiva degli spazi comuni che rende impossibile per chiunque altro sedersi o anche solo passeggiare con serenità.
Proprio ieri la Prefettura ha deciso più controllo per contrastare questi fenomeni, tra piazza Genova, piazza santo Stefano e il centro. Ne è rimasta fuori l’area con la più antica chiesa alessandrina. Che però andrebbe controllata meglio, visto anche la presenza di turisti che si fermano all’ostello.
Davvero “non si può fare nulla”? Residenti e gestori chiedono solo di vivere la propria città.
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