Scomparsa di Destiny, perché non se ne sono occupati prima?

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E’ scomparso da circa una settimana Destiny, come era inevitabile che accadesse. Per i pochi che in Alessandria ancora non sapessero chi è, si tratta di un cittadino extracomunitario con evidenti segni di fragilità che per anni si è aggirato per la città abbandonato a sè stesso, principalmente in zona “Skate Park”/Via Mazzini e vie limitrofe, ma anche tristemente famoso per alcune sue incursioni nelle vie del centro documentate da alcuni cittadini mentre passeggiava in stato confusionale vestito di stracci, con svariati cenci avvolti intorno alla testa e talvolta pure qualche natica in bella vista.

E’ dunque partito da poche ore l’appello accorato di tutti gli enti benevoli e caritatevoli della città per ritrovarlo, con tanto di diffusione sui social della sua foto e richieste d’aiuto alla cittadinanza, chiedendo – qualora lo si avvistasse- di contattare le associazioni preposte.

La domanda nasce quindi spontanea, come direbbe Marzullo: dov’erano queste associazioni/cooperative fino a ieri, quando praticamente tutta Alessandria sapeva (e vedeva) che Destiny era un soggetto fragile che necessitava di assistenza? Perchè qui le cose son due: o gli enti che, per mestiere, avrebbero dovuto occuparsene da anni se ne sono bellamente lavate le mani ed ora che è sparito recitano la parte degli addolorati per questione di immagine, oppure – qualora fosse una persona “sana di mente”, e andrebbe dimostrato – allora Destiny è libero di andare un po’ dove vuole senza essere “braccato” dalle coop di accoglienza e simili.

Un pasticciaccio insomma, soprattutto se si aggiunge il fatto – tutt’altro di poco conto- che Svegliati Alessandria si era mobilitata più volte per accendere i fari su questa situazione, lanciando appelli a quelli che ora lo cercano affinchè qualcuno intervenisse, documentando con filmati raccapriccianti la sua situazione mentre vagava per le strade in stato confusionale mettendo a rischio la propria incolumità e talvolta anche quella degli automobilisti.

Per non parlare poi dei nostri servizi in cui ci occupavamo della sua “sistemazione” nei meandri del parcheggio Rovereto: se non siete deboli di stomaco andatevi a rivedere i nostri reportage in cui chiedevamo chiarezza sulle condizioni in cui il ragazzo versava. Dormiva in un vero e proprio tugurio, circondato dai propri escementi, su un materasso lercio buttato a terra in una situazione da film dell’orrore. In occasione dei nostri servizi/appelli su Destiny venimmo prontamente accusati di “razzismo” sempre da coloro che attualmente si stanno sperticando nelle ricerche, venimmo accusati di “strumentalizzare” la situazione, di “sciacallare” su un povero cristo “che non faceva del male a nessuno”.

Ed ora i nodi sono venuti al pettine: i signori locali del business dell’immigrazione, troppo occupati ad accusare di razzismo chiunque respiri e metta in discussione il loro sistema, non avevano capito che i nostri video su Destiny non avevano altro scopo che quello di attirare l’attenzione su un caso limite che, per natura, doveva essere gestito da chi dell’accoglienza ne ha fatto un mestiere (piuttosto redditizio e continuativo fino all’età pensionabile). Sì, perchè oltre al problema di sicurezza (sua e dei cittadini), vi era anche un problema di carattere sanitario viste le condizioni disumane in cui veniva lasciato, e qui ecco la seconda contraddizione: durante gli anni del Covid, le associazioni tanto rigorose che per questioni di salute pubblica negavano l’ingresso nelle proprie strutture agli italiani non vaccinati (gli extracomunitari a zero dosi erano però bene accetti), oggi- nel caso di Destiny ma anche molti altri- lasciano che persone in condizioni igienico-sanitarie assolutamente inaccettabili vaghino abbandonate per la città senza prendersene carico, senza mai avergli offerto un riparo stabile e duraturo.

Ora che Destiny non si trova- e ci auguriamo con tutto il cuore che stia bene e si abbiano presto sue buone notizie- ecco quindi che è partito il trambusto, la macchina degli appelli, il pianto generale di chi avrebbe dovuto occuparsene prima. Perchè Destiny era lasciato solo? Forse perchè, essendo un semplice senzatetto e non inserito in un progetto di accoglienza remunerativo- non fruttava accoglierlo?

M.B.


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