L’informativa in IV Commissione trasforma i trionfalismi della Giunta in una clamorosa autodenuncia. Tra le 19 aziende sanitarie regionali, l’Asl AL è l’unica in tutta la regione ad estrarre il segno meno sul personale. L’attacco frontale di Ravetti (PD) e Coluccio (M5S).
C’è un paradosso che si sta consumando sulla pelle dei cittadini alessandrini e del personale sanitario locale: l’assessore regionale alla sanità, Federico Riboldi, festeggia i dati complessivi sulle assunzioni in Piemonte mentre la propria terra d’origine viene cinicamente condannata al prosciugamento delle risorse umane. A certificare il disastro non sono le voci di corridoio, ma i dati ufficiali portati dallo stesso assessore nell’informativa tenutasi in IV Commissione Sanità.
IL CONFRONTO INCONFUTABILE DEI DATI (30 GIUGNO 2023 vs 31 MARZO 2026)
- Totale Piemonte: da 56.484 a 58.744 dipendenti (+2.260 unità).
- Maglia nera Asl AL: da 3.665 a 3.620 dipendenti (-45 unità).
- Primato negativo: Asl AL è l’unica azienda su 19 in tutto il Piemonte a registrare un saldo negativo.
I trionfalismi di facciata contro la realtà alessandrina
Mentre la propaganda della Giunta regionale sbandiera oltre duemila assunzioni tra medici, infermieri, OSS, tecnici e amministrativi distribuiti nell’intero territorio piemontese, l’Alessandrino paga un dazio pesantissimo, considerato che si tratta di un territorio molto anziano e che dovrebbe avere una assistenza sanitaria rapportata alla condizione della popolazione, non solo al numero assoluto di chi ci vive.
Nel triennio la sanità alessandrina non solo non beneficia dell’annunciato piano di rafforzamento, ma perde pezzi: 45 operatori in meno tra corsie, laboratori e uffici. Un’emorragia costante che si traduce in liste d’attesa interminabili, turni massacrati per chi resta e servizi territoriali allo stremo.
Com’è possibile che l’unica Asl a trazione negativa su 19 sia proprio quella di Alessandria? È la domanda sferzante che demolisce la narrazione dell’assessorato. Se per il resto del Piemonte si sventolano numeri in crescita, ad Alessandria la “cura Riboldi” sta producendo l’effetto opposto: un depauperamento sistematico che impoverisce ospedali e presidi sanitari di prossimità.
L’affondo dell’opposizione: “Nessun bene per la provincia”
L’attacco congiunto sferrato da Domenico Ravetti (Vicepresidente del Consiglio regionale – PD) e Pasquale Coluccio (Consigliere regionale M5S) mette a nudo la contraddizione politica dell’esecutivo regionale, picchiando duro sulla responsabilità dell’assessore:
«Non sappiamo se l’assessore fa del bene al Piemonte, sicuramente non fa del bene alla provincia di Alessandria che è quella da cui proviene. Ci interessa esclusivamente rilevare una verità inconfutabile certificata dai suoi stessi report: l’unica azienda con il segno negativo è l’Asl AL».
Nessuna condivisione, solo fallimenti contabili
Ravetti e Coluccio non risparmiano critiche neppure al metodo di gestione della sanità regionale, contestando la mancanza di trasparenza e il mancato coinvolgimento nell’analisi e nella certificazione dei dati. Ma al di là delle alchimie contabili e delle slide esibite in commissione, il risultato politico e gestionale è sotto gli occhi di tutti: l’Alessandrino è diventato il fanalino di coda della sanità piemontese.
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