A Valenza la tregua estiva sembra già saltata. Le opposizioni aprono un doppio fronte su sanità e AMV e, al di là dei toni istituzionali, il messaggio politico è netto: la nuova amministrazione Ballerini è già chiamata a rispondere su dossier tutt’altro che secondari.
Il nodo più sensibile resta quello sanitario. Le dichiarazioni emerse sull’utilizzo “temporaneo” dell’ospedale di Ovada per compensare i ritardi valenzani suonano come una mezza ammissione di difficoltà.
E qui le minoranze affondano: non bastano rassicurazioni generiche né dichiarazioni alla stampa. Serve chiarezza su tempi, servizi e soprattutto sulle conseguenze concrete per i cittadini, che rischiano di pagare il prezzo di una programmazione ancora incerta, tra spostamenti più lunghi e il ricorso crescente al privato.
Non meno pungente l’affondo sull’ex Mauriziano, tema simbolico su cui la campagna elettorale aveva acceso aspettative. L’ipotesi di una struttura per anziani con servizi integrati viene ora rimessa sotto i riflettori: progetto reale o promessa da comizio? Anche qui, il silenzio pesa.
Sul fronte AMV, poi, si addensano ombre che riportano a vecchie gestioni ma con possibili ricadute attuali. Se le indiscrezioni su contenziosi e cifre rilevanti trovassero conferma, il rischio sarebbe doppio: per la tenuta dell’azienda e per le casse comunali. Le opposizioni chiedono di sapere subito quali contromisure intenda adottare il Comune, evitando che la vicenda si trasformi nell’ennesima grana scaricata sui cittadini.
A completare il quadro, lo scontro sugli organismi di garanzia: formalmente tutto regolare, politicamente molto meno. Le minoranze denunciano un meccanismo che, di fatto, svuota il loro ruolo, lasciando alla maggioranza il controllo anche degli spazi che dovrebbero essere di equilibrio.
Da qui la richiesta di un Consiglio comunale urgente. Perché, al di là delle procedure, il punto è politico: sanità, servizi e partecipate non sono temi rinviabili. E per Ballerini, insediato da poco, l’esame sembra già iniziato.
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