GRAGNANIELLO ED IO

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Un cappello di paglia e il volto caravaggesco che sprigiona luce e forza contagiosa ad ogni movimento del corpo e a ogni flessione del tono della voce. Una fierezza che oltrepassa l’effimero dell’esibizione: è il suo modo di stare al mondo.

Ci sono artisti di cui è difficile persino iniziare a parlare, perché ogni parola sembra arrivare dopo mille altre già scritte. Enzo Gragnaniello: autore dell’anima, capace di dare vita a testi come “Donna” per Mia Martini, “Alberi” per Ornella Vanoni, “Cu’mme” per Roberto Murolo, “O mare e tu” per Andrea Bocelli, rendendo quasi imbarazzante il tentativo di dire qualcosa di nuovo. Eppure nasce il desiderio di provarci, di incontrarlo e di scriverne “senza voce”, come canta in una sua canzone capolavoro.

E questo “ me fa libera’ ’”.

Le armonie vocali seguono rotte tracciate da Magellano, ed Enzo è il re delle onde del mare, del vento e degli esploratori che scoprono il mondo e lo riportano a casa: “inzieme a luna argiento c’aggio astipato a te”.

Non se ne va docile nella sua notte creativa: taglia l’aria con il rasoio della parola, opponendosi al morire della luce e dell’amore. Usa gli specchi come farebbe un Velázquez di quartiere, pennellando il sentimento con una forza ruvida e popolare.

Guarda me int’uocchie, ammore… parlame int’o suonno, ammore… parlame d’ammore, ammore”.

Sonda l’abisso, [non per smarrirsi ma] per scagliare una freccia nel cuore sanguinante della religiosità; implora giustizia alla croce…

…e lascia nterra a croce, parla senza voce… fa’ parla’ all’ammore”.

SCRIVO SENZA VOCE

Perché il silenzio lo puoi descrivere, dipingere e persino suonare; ma se vuoi raccontarlo devi tradirlo. Scricchiola, pulsa, sputa reticenze dal fondo degli abissi e plasma colonne di ghiaccio che ustionano chiunque le tocchi.

Così, in qualunque tempo o luogo, dove il “tufo” tace e assorbe, è il silenzio che regna, lì abita la voce di Gragnaniello: in quella soglia sottile tra voce e silenzio, tra ferite, preghiera, tra mare e pietra.

Romperlo significherebbe entrare in casa d’altri…

Enrica Gardiol


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