Degrado e disperazione a due passi dalla piscina, casa abbandonata diventa rifugio per senzatetto

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Una storia di disperazione, degrado e impotenza delle istituzioni, sotto gli occhi di tutti

ALESSANDRIA – In via Caselli n°10, a due passi dalla piscina comunale, un’abitazione abbandonata è diventata l’ennesimo rifugio di fortuna per un uomo (secondo noi anche di altre persone) arrivato dal Marocco di nome Anis che vive solo, senza lavoro, senza documenti e senza alcuna prospettiva.
L’interno dello stabile è un vero e proprio incubo igienico: sporcizia accumulata, guano di piccioni ovunque, muri scrostati, scale insalubri e ambienti che puzzano di abbandono e miseria.
L’uomo dorme lì perché non ha alternative, sopravvive chiedendo aiuto alla Caritas e ammette di non poter essere regolarizzato senza un contratto di lavoro che però non ha e non riesce a trovare.
Le immagini parlano da sole: un rudere fatiscente trasformato in dormitorio di fortuna, dove la dignità umana sembra essersi dissolta insieme all’intonaco delle pareti.

.Questa non è solo l’ennesima storia di degrado urbano, ma la spia di un fenomeno sempre più visibile e incontrollato che riguarda molte città italiane: immobili lasciati marcire nel nulla diventano rifugi improvvisati per persone irregolari che vivono ai margini della società. Ma non solo. Emerge anche dalle parole del clandestino che ormai neanche le forze dell’ordine e la magistratura costituiscono un deterrente e un ostacolo a questo fenomeno. Infatti non mostra nessun timore nell’essere segnalato perché è conscio che non gli succederà niente: proprio niente!!


Il caso riapre interrogativi scomodi sulla gestione del patrimonio abbandonato, sulle responsabilità di chi lascia che gli edifici diventino discariche umane e, soprattutto, sulla capacità del sistema di affrontare un’emergenza sociale che si mescola pericolosamente con quella della sicurezza pubblica.
Emergenza o invasione silenziosa?.


Tra chi invoca pietà e chi parla di ordine e legalità, la discussione si fa sempre più accesa.
Da via Caselli arriva l’ennesima testimonianza di una realtà che molti fingono di non vedere.
Continuate a segnalarci ciò che accade sotto gli occhi di tutti: solo raccontando senza filtri si può pretendere che qualcuno intervenga davvero.

Vanni CENETTA


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