Vino in edizione limitata o buttare il raccolto? Il dilemma sul futuro dei produttori

Parlano i presidenti dei Consorzi Colline del Monferrato Casalese e Tutela Vini Tortonesi

“Non vogliamo assistenzialismo, ma sostegno alla progettualità”. I produttori di vino si sono ritrovati difronte ad uno scenario imprevisto, rispetto al quale, la prossima stagione andrà ripensata e subito.

In queste settimane piccoli produttori, aziende di medie dimensioni e cantine sociali, tutti uniti dalla stessa motivazione qual è l’uva, ovvero il vino, nel muovere le rispettive e, legittimamente, diverse ipotesi di produzione, devono fare i conti con il rispetto della cultura enologica e, parimenti, con le economie che ne derivano. Due facce della stessa medaglia che, non sempre, specialmente in presenza di eventi eccezionali, come questa emergenza sanitaria, riescono armoniosamente a coesistere.

Danielli

Tra le soluzioni: la distillazione, quale via per azzerare le rimanenze di magazzino, ma anche sbarazzasi di prodotti di bassa qualità, oppure, la vendemmia verde, intesa come distruzione totale o eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione, riducendo a zero la resa della relativa superficie viticola, con un rimborso forfettario per ettaro.

Lasciare i grappoli appesi? “Avremmo ripercussioni parassitarie sulla prossima stagione e il vigneto ne soffrirebbe”.