Pernigotti, la produzione resterà in Italia, ma da partner

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Tutti intorno ad un tavolo al MISE il 15 novembre, ore 10. A Roma si discuterà della Pernigotti, produzione e occupazione. Il Ministero dello Sviluppo Economico fa comunque trapelare una quasi buona notizia:”L’azienda fa sapere che vuole restare in Italia e sta già dialogando con alcune importanti realtà italiane del settore dolciario”.  

In pratica si vorrebbe rimanere in Italia e affidare conto terzi la produzione, collocando i dipendenti in queste nuove realtà. Scrive finalmente la proprietà: 

“La società sta procedendo all’individuazione di partner industriali in Italia, a cui affidare la produzione, coerentemente anche con l’obiettivo di cercare di ricollocare il maggior numero possibile di dipendenti coinvolti presso aziende operanti nel medesimo settore o terzisti”.

Il sottosegretario al lavoro Claudio Durigon e il capogruppo alla camera della Lega Riccardo Molinari

Capiamo perfettamente lo stato d’animo dei dipendenti e non li lasceremo soli in questo momento di crisi

Anche l’europarlamentare 5 Stelle Tiziana Beghin vuole vederci chiaro, soprattutto sui fondi europei alla Turchia. 

La scelta di chiudere lo stabilimento è la decisione economica di una società privata che il Governo non può impedire, ma le colpe vanno rintracciate tra chi, negli ultimi anni, ha permesso la svendita di innumerevoli imprese storiche italiane, consegnandole nelle mani di chi pensa solo al profitto, senza rispetto per tradizioni centenarie e per i posti di lavoro.

Nonostante le rassicurazioni della proprietà turca noi preferiamo usare la massima cautela e seguiremo con grande attenzione l’evolversi della situazione perché, come annunciato dal ministro Di Maio, se un’azienda ha ricevuto contributi pubblici deve restituirli in caso di delocalizzazione. 

Per questo ho inviato una interrogazione urgente alla Commissione Europea, chiedendo se Pernigotti abbia ricevuto fondi europei da quando è stata acquisita dalla nuova proprietà turca.

Ma non solo. Negli ultimi dieci anni la Turchia ha ricevuto più di 10 miliardi di euro di fondi europei: per questo ho chiesto se il gruppo turco che ha acquistato Pernigotti abbia beneficiato di questi fondi in Turchia agevolando così la possibile delocalizzazione.

Non sappiamo ancora se questo sia il caso, ma se così fosse chiederemo alla proprietà turca di restituire all’Italia e all’Europa i contributi ricevuti. E non faremo sconti.

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