Case accessibili, salari dignitosi, servizi pubblici efficienti e il rifiuto categorico della precarietà come modello di vita. Sono queste le rivendicazioni al centro della manifestazione indetta dal Laboratorio Sociale Alessandria, che si terrà il prossimo 20 novembre, a partire dalle 8:30 in Piazzetta della Lega.
La mobilitazione nasce da una rabbia condivisa che attraversa diverse fasce d’età e background sociali, unite dal rifiuto di un presente fatto di continui sacrifici a fronte di tutele sempre minori. A scendere in piazza sarà una platea eterogenea di cittadini: dagli studenti universitari impossibilitati a rendersi indipendenti a causa del caro affitti, ai trentenni intrappolati nel limbo di tirocini e collaborazioni sottopagate, fino ai lavoratori quarantenni che, pur avendo contratti e responsabilità, non riescono ad arrivare a fine mese.
L’appello dà voce anche alle discriminazioni sistemiche che colpiscono le donne – schiacciate dal divario salariale e dal carico del lavoro di cura – e ai figli delle persone migranti, costretti a subire una costante disparità di opportunità. Sotto accusa c’è anche la trasformazione urbanistica della città, con quartieri svuotati e spazi sociali sacrificati alle logiche commerciali.
«Ci hanno detto di adattarci e di essere flessibili in nome di un futuro che non arriva mai. Adesso basta», si legge nella nota del Laboratorio Sociale. I promotori respingono l’etichetta di “generazione perduta” o l’immagine di una gioventù passiva e isolata sui social network: «Siamo scesi in piazza, abbiamo riempito le città e fatto irruzione nella realtà. Vogliamo case, stipendi con cui vivere, trasporti accessibili, servizi, diritti e libertà. Vogliamo tempo, possibilità e futuro».
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