La situazione del sistema socio-sanitario alessandrino (e non solo) è stata al centro dell’incontro tra una delegazione di CSE Sanità e l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi. Sul tavolo alcune delle principali criticità che interessano lavoratori, strutture assistenziali e cittadini del territorio.
Particolare attenzione è stata dedicata alle RSA e alle strutture socio-sanitarie, dove il sindacato denuncia carenze di personale qualificato, difficoltà organizzative e un crescente ricorso a operatori privi della qualifica OSS. Secondo CSE Sanità, si tratta di problematiche strutturali che richiedono interventi concreti e un monitoraggio costante.
Tra le richieste avanzate alla Regione figura l’istituzione di un tavolo permanente di crisi sul sistema socio-sanitario-assistenziale piemontese, con l’obiettivo di affrontare temi quali carenza di personale, qualità dell’assistenza, condizioni di lavoro e sostenibilità economica delle strutture.
Nel corso del confronto è stato affrontato anche il tema dell’utilizzo di personale senza attestato OSS nelle strutture assistenziali. Il sindacato ha chiesto chiarezza sul futuro della misura emergenziale attualmente prevista fino al 31 dicembre 2026 e un rafforzamento dei controlli per garantire il rispetto degli standard assistenziali.
Spazio inoltre alle prospettive dell’Ospedale di Acqui Terme, sul quale CSE Sanità sollecita maggiori informazioni riguardo al percorso di integrazione nel sistema dell’IRCCS di Alessandria. Il sindacato chiede risposte sui tempi, sull’organizzazione dei servizi e sulle ricadute per il personale, sottolineando che lavoratori e cittadini hanno diritto a conoscere il futuro del presidio sanitario.
«Agli impegni devono seguire atti concreti e tempi certi», afferma CSE Sanità, che annuncia di voler continuare a monitorare l’evoluzione dei dossier aperti e a sollecitare risposte da parte delle istituzioni regionali.
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