Una donna di 38 anni, disoccupata e già nota alle Forze dell’Ordine, è stata arrestata in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Casale Monferrato nella serata del 21 agosto con l’accusa di tentato omicidio ai danni dello zio 74enne. Secondo le indagini, il movente sarebbe economico: la nipote avrebbe cercato di appropriarsi in anticipo del patrimonio dell’anziano, avvelenandolo progressivamente con dosi massicce di benzodiazepine.
L’allarme in ospedale: flebo manomesse e stato di torpore
Le indagini sono partite il 16 agosto, dopo una segnalazione del personale sanitario dell’ospedale di Casale Monferrato. I medici avevano notato la manomissione delle sacche per terapia endovenosa in uso all’anziano paziente: nella parte terminale del deflussore era presente una sostanza lattescente, incompatibile con i farmaci in somministrazione. I Carabinieri, intervenuti immediatamente, hanno sequestrato la flebo sospetta.
Gli accertamenti clinici successivi hanno confermato il sospetto: al 74enne era stata somministrata clandestinamente e in modo prolungato una quantità ingente di benzodiazepine, causa di un grave e ingiustificato stato di torpore.
Il malore del 20 agosto: il succo di frutta offerto dalla nipote
La situazione è precipitata il 20 agosto, quando l’anziano – ospite presso una casa di cura della città – ha accusato un improvviso malore, sprofondando in uno stato di incoscienza. Trasportato d’urgenza al Pronto Soccorso, è stato dichiarato fuori pericolo di vita.
Dalle prime verifiche è emerso un dettaglio cruciale: il grave malore si era verificato subito dopo che l’uomo aveva consumato un succo di frutta offertogli dalla nipote, che gli faceva quotidianamente visita. In un momento di lucidità, la vittima aveva riferito ai sanitari di cadere in un sonno profondo ogni volta che la donna gli offriva quella bevanda.
L’arresto in flagranza: siringhe, farmaci e ricerche web sugli effetti letali
Allertati dai medici, i Carabinieri hanno atteso l’arrivo della 38enne in reparto. Appena la donna è entrata per fare visita al parente, è stata bloccata e perquisita: nella sua borsa sono stati trovati una siringa usata e diversi flaconi di farmaci ansiolitici e antidepressivi.
Le successive perquisizioni, delegate dalla Procura di Vercelli, hanno permesso di rinvenire all’interno del veicolo dell’indagata un’ulteriore siringa usata e una boccetta vuota del succo di frutta consumato dalla vittima. Dall’analisi dei dispositivi elettronici in uso alla donna sono emerse, inoltre, recenti ricerche web relative agli effetti letali delle benzodiazepine.
La 38enne è stata condotta presso la Casa Circondariale di Vercelli e sottoposta alla misura cautelare della custodia in carcere, disposta dal GIP a seguito della convalida dell’arresto.
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