Agosto, ferie, mare o montagna: il rito estivo sembra scontato. Ma i numeri raccontano una storia diversa, soprattutto per le famiglie con figli piccoli. Secondo l’elaborazione di Openpolis su dati Istat, in Italia una famiglia su tre con almeno un figlio di 6 anni o meno e un’unica fonte di reddito non può permettersi la vacanza.
Nel territorio alessandrino, dove il lavoro dipendente stabile non è la norma per tutti e il reddito medio dichiarato è tra i più bassi del Nord-Ovest, quel “uno su tre” rischia di essere una fotografia parziale: i dati del fisco non catturano il lavoro totalmente in nero né gli artigiani e piccoli imprenditori che dichiarano molto meno di quanto incassano.
Il reddito medio della provincia: una “fotografia” che lascia fuori il grigio e il nero
I dati più recenti sul reddito disponibile pro capite collocano la provincia di Alessandria intorno ai 22.000 euro l’anno, in posizione medio-bassa rispetto alle altre province piemontesi e italiane. Altre elaborazioni su base fiscale (dichiarazioni dei redditi) indicano per l’insieme della provincia un reddito medio dichiarato intorno ai 25.000 euro, con crescite modeste negli ultimi anni.
Queste cifre, però, sono medie su dichiarazioni fiscali: non includono chi lavora in nero, né chi, pur avendo un’attività, dichiara redditi molto inferiori al reale fatturato. In un territorio con una forte presenza di piccole imprese, artigiani, commercio e agricoltura, il “reddito vero” delle famiglie può essere sia più alto (per chi evade parzialmente) sia più basso (per chi vive di redditi irregolari e precari). Il risultato è che le statistiche ufficiali sottostimano sia la povertà reale sia, in alcuni casi, il potere di spesa effettivo.
In questo contesto, il dato Openpolis sulle famiglie monoreddito con figli piccoli che non vanno in vacanza va letto come un minimo certo: se una famiglia con un solo reddito dichiarato non riesce a permettersi la vacanza, è molto probabile che la sua situazione economica sia oggettivamente fragile, indipendentemente da eventuali redditi non dichiarati.
Lo svantaggio socioeconomico dei bambini che non viaggiano e non vivono esperienze al di là del loro quotidiano, è evidente per tutti.
Monoreddito e figli piccoli: il quadro nazionale
Openpolis misura la variazione, tra il 2015 e il 2022, della percentuale di famiglie con almeno un figlio di 6 anni o meno che si mantengono su un’unica fonte reddituale ufficiale. Il dato è disponibile solo per i comuni sopra i 5.000 abitanti e, come precisano gli stessi autori, può essere distorto dall’evasione fiscale.
Provincia di Alessandria: dove il monoreddito con figli cresce e dove scende
Sul territorio alessandrino emergono differenze significative tra i principali comuni. Tra il 2015 e il 2022, l’incidenza (ogni 100) di famiglie con almeno un figlio di 6 anni o meno e un’unica fonte di reddito si è mossa così (ovvero tra le famiglie con almeno un figlio, quante sono monoreddito):
- Alessandria: dal 47,7% al 47,5% (-0,2 punti)
- Casale Monferrato: dal 48,9% al 49,2% (+0,3 punti)
- Tortona: dal 44,3% al 45,4% (+1,1 punti)
- Novi Ligure: dal 47,2% al 46,7% (-0,5 punti)
- Ovada: dal 49,3% al 50,2% (+0,9 punti)
- Acqui Terme: dal 50,7% al 51,2% (+0,5 punti)
- Arquata Scrivia: dal 45,1% al 44,9% (-0,2 punti)
- Valenza: dal 48,5% al 48,1% (-0,4 punti)
[fonte: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat]
Alcuni elementi saltano all’occhio:
- Tortona è il comune con l’aumento più marcato (+1,1 punti): più famiglie con figli piccoli si trovano a dipendere da un solo reddito.
- Ovada e Acqui Terme superano la soglia simbolica del 50%: qui, più di una famiglia su due con figli piccoli vive con un’unica fonte di reddito.
- Alessandria capoluogo è sostanzialmente stabile, ma resta su livelli molto alti: quasi 48 famiglie su 100 con figli piccoli sono monoreddito.
- Novi Ligure, Valenza e Arquata Scrivia mostrano lievi diminuzioni, ma partendo comunque da percentuali elevate (tra il 45% e il 48%).
Cosa significano questi numeri per le vacanze degli alessandrini (e non solo)
Incrociamo due pezzi del puzzle:
- Reddito medio provinciale intorno ai 22–25 mila euro, con ampie sacche di lavoro irregolare e dichiarazioni fiscali che non raccontano tutto.lab24.ilsole24ore+1
- Quasi la metà delle famiglie con figli piccoli che, nei principali comuni della provincia, dipende da un’unica fonte di reddito.
In questo contesto, il dato nazionale “una famiglia monoreddito su tre con figli piccoli non va in vacanza” non è un’astrazione: per molte famiglie alessandrine, la scelta non è tra mare o montagna, ma tra vacanza e spese essenziali. L’affitto o il mutuo, le bollette, la spesa, il carburante per andare a lavoro: tutto questo pesa più di una settimana al mare.
Va aggiunto che, per chi lavora in nero o dichiara molto meno di quanto guadagna, la “vacanza” può essere comunque un lusso difficile da pianificare: redditi irregolari potrebbero significare (ma non è detto) anche minore capacità di risparmio e maggiore vulnerabilità a spese impreviste.
Riserve, risparmi e soldi che “escono” dal territorio
Un altro tassello per capire perché tante famiglie non vanno in vacanza è il margine di risparmio e la destinazione di parte del reddito verso l’estero.
A livello nazionale, nel 2025 gli immigrati residenti in Italia hanno inviato all’estero circa 8,6 miliardi di euro in rimesse, con una media di 134 euro al mese per persona. Il Piemonte, nel suo complesso, ha registrato rimesse per 478 milioni di euro, pari al 5,5% del totale nazionale, confermandosi tra le regioni con volumi significativi.
Anche se non esistono dati provinciali disaggregati pubblici su Alessandria, la presenza di comunità straniere consolidate (soprattutto romeni, ma anche nordafricani, dell’Est Europa e dell’Asia) rende plausibile che una quota non trascurabile del reddito guadagnato in provincia venga trasferita fuori dall’Italia, sotto forma di sostegno a genitori, figli o altri familiari rimasti nei paesi d’origine.
Questi flussi hanno un duplice effetto:
Indebolimento della capacità di spesa interna: in un’economia già caratterizzata da redditi medi bassi e da una forte incidenza di monoreddito, le rimesse contribuiscono a tenere più bassa la domanda di beni e servizi turistici e ricreativi nel territorio.
Riduzione del risparmio disponibile in loco: ogni euro inviato all’estero è un euro che non può essere usato per vacanze, piccole spese extra o accumulo di un “cuscinetto” per emergenze.
Un’estate a due velocità
I numeri suggeriscono un’immagine chiara: un’estate a due velocità, anche nella provincia di Alessandria. Da una parte chi può permettersi ferie, viaggi e settimane fuori casa; dall’altra chi, pur lavorando, resta inchiodato a un bilancio familiare che non lascia margine.
Il dato sulle famiglie monoreddito con figli piccoli non è solo una statistica: è un indicatore di quanto sia fragile il confine tra “ce la facciamo” e “non arriviamo a fine mese”. E in un territorio dove il reddito medio dichiarato è basso e il lavoro irregolare è diffuso, quel “uno su tre” che non va in vacanza potrebbe essere, nella realtà, anche di più.
Dati elaborati con l’aiuto di intelligenze artificiali
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