Lavoro che fai, polemica che trovi. Soprattutto sui social, quando non bisogna neppure seguire i cantieri dal vivo, col sole che c’è.
L’assessore di Alessandria ai lavori pubblici Michelangelo Serra risponde a chi chiedeva perché – in preda dal devìpaving che fa molto trendy – per piazza Divina Provvidenza non si sia pensato più a ghiaia e blocchetti che lasciano crescere ciuffetti d’erba o altre soluzioni che lasciano respirare la terra, invece della colata di asfalto che scalda ed è brutta.
Serra ha spiegato che la ghiaia avrebbe potuto far filtrare nelle falde oli delle auto, inquinandole (le falde). Poi il tappeto sassoso sarebbe stato una soluzione più polverosa e scomoda per chi ha problemi di mobilità.
Infine – forse il motivo principale – l’asfalto costa meno in fatto di manutenzione. Fine della questione. Teniamoci l’asfalto, il verde continuiamo a vedercelo con l’intelligenza artificiale.
Petizione per più verde
Secondo Ecosistema Urbano 2025, Alessandria avrebbe 25 mq per abitante, non pochi, comunque, collocandosi al 29mo posto in Italia (su 106).
Online è comunque partita una petizione per chiedere più verde – probabilmente più fruibile, nel conteggio delle aree verdi ci va tutto, aiuole, parchi incolti, piantine appena innestate… – e in prospettiva più ombra per contrastare il caldo.
“Gli alberi non sono un semplice elemento estetico: sono una difesa naturale contro questi problemi. Un albero maturo può assorbire fino a 20–25 kg di CO₂ all’anno, si legge nella raccolta firme su change.org.
“Chiediamo al Comune di Alessandria di: avviare un piano annuale di nuove piantumazioni; sostituire ogni albero abbattuto con almeno due nuove piante; aumentare le zone d’ombra nelle aree pedonali, scolastiche e nei parchi; coinvolgere cittadini, scuole e associazioni nella cura del verde; pubblicare un report annuale sullo stato del patrimonio arboreo cittadino. Alessandria merita di respirare meglio, vivere meglio e diventare un esempio di città che sceglie la natura come alleata”.
Mille condivisioni e (per ora) 700 firme digitali.
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